Cultura

C’è un record che Marty Supreme ha già infranto (e nessuno se lo aspettava)

Negli Stati Uniti, dove il box office è ancora il termometro più crudele e insieme più seducente dell’intera industria cinematografica, Marty Supreme ha appena compiuto un piccolo, rumoroso miracolo.

Sei sale in tutto il Paese, una distribuzione chirurgica degna di un’operazione di marketing d’autore, eppure numeri da capogiro. Il nuovo film di Timothée Chalamet, prodotto da A24, ha stabilito un nuovo record per il miglior incasso medio per sale di un film limited release degli ultimi anni. Un risultato contabile, sì, ma soprattutto simbolico.

L’arte della scarsità

Parliamo di numeri. 875mila dollari nel primo weekend, circa 146mila a sala. Cifre che raccontano una verità ormai sotto gli occhi di tutti, ovvero che A24, più che distribuire film, costruisce eventi. Marty Supreme è stato lanciato come si lancia un culto, non un prodotto.

Poche copie e sale selezionate producono un pubblico affamato. E il risultato è un debutto immediato nella Top 10 americana e il miglior opening limited nella storia recente della casa di produzione. Altro che nicchia. Qui siamo di fronte a un’egemonia culturale travestita (molto bene) da cinema indipendente.

Copyright by production studio and/or distributor

Diretto da Josh Safdie, che firma anche la sceneggiatura e produzione insieme a Ronald Bronstein, Marty Supreme è un film che vive di tensioni, sbalzi, collisioni emotive. Safdie continua la sua esplorazione dell’America nervosa, ossessionata dal successo e dalla performance, scegliendo stavolta una lucidità elegante, quasi classica. È cinema che sembra sul punto di deragliare, ma non perde mai il controllo. Un equilibrio raro e, per questo, ipnotico.

Timothée Chalamet, star totale (e consapevole)

Al centro di tutto c’è Timothée Chalamet, che con Marty Supreme consolida una volta per tutte il suo status di attore-generazione. Qui più che interpretare un personaggio plasma lo spazio, lo domina. La sua presenza è (ancora una volta) magnetica, costruita su una fragilità esibita e un carisma che non si può contenere.

Non è un caso se il film ha già raccolto nomination e premi a raffica. Golden Globe, Critics Choice, AFI, National Board of Review fino ai riconoscimenti delle principali associazioni di critici americani. La corsa all’Oscar è ormai in piena traiettoria.

A rendere Marty Supreme un fenomeno trasversale ha contribuito anche l’ecosistema digitale che lo circonda. Il video musicale 4 Raws – Remix, con Chalamet al fianco del rapper brutannico ESDeeKid, ha fatto incetta di visualizzazioni fin dalle prime ore dopo l’uscita su Instagram e X. Un cortocircuito perfetto tra cinema d’autore e musica urban. Il film non finisce in sala ma si espande, diventa linguaggio.

Accanto a Chalamet, un cast volutamente eterodosso: Gwyneth Paltrow, Fran Drescher, Tyler,The Creator, Abel Ferrara. Scelte furbe, che hanno il chiaro intento di far uscire lo spettatore dalla comfort zone. Quel che si dice osare con stile.

Se ancora avevate dubbi, dovrete ricredervi. Ebbene sì, esiste ancora un cinema autoriale, ambizioso, radicale, capace di dialogare sia con il pubblico che con il presente. In Italia il film arriverà nelle sale il prossimo 22 gennaio 2026 con I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection. Ma il segnale è già arrivato forte e chiaro, quantomeno negli USA: quando il cinema osa, il pubblico risponde.

Foto copertina: Copyright by production studio and/or distributor


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »