c’è un arsenale della seconda guerra mondiale

ANCONA Fucili, proiettili, granate, custodie in cuoio. Un vero e proprio arsenale risalente alla seconda guerra mondiale è stato rinvenuto in un vano all’interno della Pinacoteca. Una scoperta che ha del singolare, per usare un eufemismo. E ad averla fatta sono stati i vigili del fuoco durante un sopralluogo in occasione della riapertura al pubblico dell’edificio dopo gli agognati lavori di restyling.
La sorpresa
L’improvvisata armeria si trova in un mezzanino tra il secondo e il terzo piano della Pinacoteca, in una stanza dove sono accatastati vecchi faldoni impolverati e sedie da buttare. E stivate dentro alcuni scatoloni, decine di fucili impilati con la canna verso l’alto, neanche fossero pronti ad essere imbracciati. Accanto, poco distante, appoggiate e allineate su una grigia mensola da ufficio del secolo scorso, granate, candelotti, proiettili e alcune custodie in cuoio di quelle che molto probabilmente venivano infilate nei cinturoni dei soldati. Un mistero su come siano arrivate fin lì e quale fosse la provenienza d’origine.
In alcuni di quegli ordigni s’intravede un cartellino, come se fossero stati precedentemente censiti. Altri, invece, sembrano non possedere nessun codice che ne permetta il riconoscimento. Tra l’altro i fucili non sono nemmeno impiombati, il che significa che (paradossalmente) potrebbero essere addirittura funzionanti. Un’arma impiombata, infatti, è resa inutilizzabile attraverso l’otturazione in piombo della canna.
Operazione che si usa per trasformare l’arma in un oggetto da esposizione museale. Quelle ritrovate in Pinacoteca, invece, sono tutte intonse, sebbene aggredite dalla ruggine e dalla polvere del tempo. Un arsenale dimenticato, a quanto pare, da decenni. Arrivato fin lì non si sa come.
Al momento è ancora difficile capire se i fucili fossero dei partigiani o degli alleati, oppure delle truppe di occupazione che nel ‘43 presero il controllo della città. In ogni caso si tratta di una scoperta che potrebbe ispirare un’idea per la realizzazione di un museo o di una sala espositiva, magari in un altro contesto, dedicata alla seconda guerra mondiale e alla storia di Ancona. Subito sono state informate tutte le autorità competenti per provare a risalire alla provenienza delle armi.
Ma al momento rimangono depositate nel luogo del ritrovamento. E se non sono state trasferite in un luogo di sicurezza, è intuibile che le granate sugli scaffali sono disinnescate. Ma fanno comunque un certo effetto.




