«C’è sempre una seconda possibilità con lo sport»
Tredici partecipazioni paralimpiche tra edizioni estive e invernali, con 15 medaglie vinte nell’atletica leggera, ciclismo e sci di fondo. Ma Francesca Porcellato, classe 1970 di Castelfranco Veneto, la “rossa volante” (in virtù del colore dei capelli, che, con il soprannome, l’accomuna a Eugenio Monti) dello sport paralimpico mondiale, è riuscita ancora a emozionarsi nell’accendere il braciere di Cortina, durante la cerimonia inaugurale. «Sarà che sono veneta, sarà che è la seconda paralimpiade invernale in Italia dopo Torino 2006, insomma avvicinarsi a quel sacro fuoco fa sempre piacere!», ci dice mentre attraversa con la sua carrozzina (compagna di viaggio fin da quando, a 18 mesi, fu investita da un camion) Corso Italia, il cuore di Cortina, proprio dopo aver acceso il braciere paralimpico.
Cortina sarà il cuore di questa Paralimpiade: come l’ha vista prepararsi per i Giochi?
«In continuità con i Giochi terminati il 22 febbraio. Edizione dopo edizione, lo stacco tra i due eventi si va attenuando. C’è tanto fermento, in questi giorni sono andata a vedere il curling e la gente era entusiasta e partecipe: bellissimo!».
Fuoco che si riaccende in giorni sempre più amari per il mondo: che messaggio arriva dalla Paralimpiade?
«Che la vita va amata e vissuta appieno. Le altre cose sono inutili. Concetto semplice, ma fondamentale. Mi spiace che le tensioni internazionali offuschino in qualche modo questo appuntamento, ma sono certa che la Paralimpiade porterà anche un segnale di speranza».
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