Abruzzo

c’è la finale nazionale del concorso che valorizza il piatto più identitario della cucina marinara


Per un giorno, Ortona diventa la capitale del brodetto. Lunedì 23 febbraio, a partire dalle ore 13.30, riflettori puntati sul ristorante “Al Vecchio Teatro”, dove andrà in scena la finale nazionale del “Festival del Brodetto made in Italy”, organizzato dall’agenzia “Promozione Spettacoli” per la promozione e la valorizzazione, del piatto più identitario della cucina marinara. 

Davanti a una giuria di esperti, guidata da accademici della cucina di provata esperienza come Mimmo D’Alessio, e maestri dei fornelli del calibro di Santino Strizzi, si daranno battaglia i primi tre classificati dei concorsi svolti sulla fascia adriatica, e altri tre provenienti dalla fascia tirrenica. 

Nell’epilogo nazionale ci sarà anche l’Abruzzo, con lo chef Alessandro Quintili dell’Hotel Mara di Ortona, e poi il Molise della lady-chef Valentina Moldoveanu del Casale Madonna Grande di Campomarino (Campobasso) e le Marche, con Federico Palestini del ristorante “Caserma guelfa” di San Benedetto del Tronto. 

Completeranno il quadro la Toscana, con lo chef Marco Comitale del ristorante “Sunset” di Grosseto, il Lazio di Mimmo Laganà e Giuliano Diodoro di Roma, e la Campania, rappresentata dal ristorante Bianco di Napoli e dallo chef Stefano De Iuliis, in forza attualmente al Castello di Gamberale. 

Fuori gara ci sarà l’esibizione di Fernando Di Iorio del ristorante Sporting club di Colle Marconi di Bucchianico, con una rivisitazione particolare del brodetto. Ospite d’onore sarà anche la neovincitrice del Campionato Italiano della Cucina per Casalinghe, che si esibirà con il piatto “Tajarill e ceci al sugo di pesce” e, alla fine, con la degustazione delle nevole ortonesi. 

Prima della gara, si potranno gustare i buoni prodotti del pluridecorato caseificio di Andria, presente sul lungomare di Francavilla al Mare. A rallegrare l’ambiente ci penseranno i simpatici componenti del gruppo musicale de “I zurbazoque”. 

“Una bella e interessante iniziativa – ha affermato l’accademico della cucina Mimmo D’Alessio – per un piatto storico e prelibato che meriterebbe maggiore attenzione da parte dei nostri ristoratori”.

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