Cultura

CBGB – Cronache di una topaia che cambiò il rock

Nacque come ritrovo per gli amanti di country, blues e bluegrass, finì per trasformarsi nell’incubatrice della scena punk americana. Sull’epopea del CBGB, il leggendario locale che aprì nel Lower East Side di Manhattan sul finire del 1973, si continuano a scrivere libri e a produrre film e documentari. Un mito che sopravvive in primis grazie alle band immortali che calcarono il minuscolo palco di quella che, a detta degli avventori dell’epoca, era una vera e propria topaia. Non a caso, il club sorgeva in uno dei quartieri più difficili e malfamati di una New York già di per sé caotica e violenta, come quella magistralmente ritratta da Martin Scorsese in “Taxi Driver”.

Un buco lurido e fetido, frequentato da individui poco raccomandabili, che per uno strano gioco del destino divenne il centro di gravità della musica alternativa mondiale. Fu soprattutto la lungimiranza di Hilly Kristal, fondatore e manager, a trasformare il CBGB in un tempio della sperimentazione e dell’avanguardia sonora; una vera e propria fortezza dove germogliarono punk, post-punk, garage, power pop, no wave, noise e hardcore, in perenne lotta contro lo strapotere delle cover band che già negli anni ’70 dominavano il mercato dei club di musica dal vivo.

Le attività del CBGB proseguirono fra alti e bassi fino al 2006 quando, travolto dall’aumento degli affitti e dall’inarrestabile gentrificazione di Manhattan, il locale fu costretto a chiudere definitivamente, lasciando il posto a una boutique dello stilista John Varvatos. Un epilogo amaro che, ahinoi, interessa sempre più centri culturali (almeno quelli più vivi, autentici e aperti): luoghi in via di estinzione, spazzati via da logiche di profitto e dal cinismo di chi trae beneficio da comunità spezzettate o isolate.

Fortunatamente, a restituirci un frammento di speranza ci pensa la Cherry Red Records con la pubblicazione di una compilation monumentale dedicata agli anni d’oro del locale newyorchese. Nei quattro CD di “CBGB – A New York City Soundtrack 1975-1986” trovano spazio, com’è naturale e giusto che sia, i grandi nomi che dal Lower East Side partirono alla conquista del mondo: Patti Smith, Blondie, Ramones, Television, Talking Heads, The Cramps e Beastie Boys, solo per citarne alcuni. Ma il box set riporta alla luce anche tanti “spettri” del passato – ovvero quegli artisti che, pur avendo fatto esperienza del bagliore dei riflettori del CBGB, sono stati poi inghiottiti dall’oblio. Eccone a voi dieci fra i più interessanti, scovati proprio all’interno del succoso box set della Cherry Red.

THE NECESSARIES
Back To You

Chitarre taglienti e un bel giro di basso per questo gradevole brano post-punk pubblicato nel lontano 1981.

PLANETS
Come On Up

I Planets furono tra i primissimi gruppi a esibirsi al CBGB, prima come supporto ai Ramones poi come protagonisti di affollate serate interamente dedicate alla loro musica. Nonostante il successo locale e l’interesse di importanti label (fra cui la Warner Bros., che gli produsse una demo nel 1976), i Planets non riuscirono mai a esportare fuori da New York il loro proto-punk aggressivo e ruspante.

MUMPS
Crocodile Tears

L’energia del punk e l’eccentricità del glam per un sound eccitante, giocoso e squisitamente pop, quasi da cabaret rock. I Mumps meritavano di più!

STUDENT TEACHERS
Christmas Weather

Un brano in chiaro stile post-punk, energico ma “addolcito” quanto basta dai sintetizzatori, prodotto dal tastierista Jimmy Destri dei Blondie.

ERASERS
It Was So Funny (That Song That They Sung)

Uno stile non troppo lontano da quello di Patti Smith, per la quale aprirono molti concerti proprio al CBGB. A differenza della celebre cantautrice, però, gli Erasers non riuscirono a conquistare molto nel corso della loro breve carriera. Ci restano solo due canzoni registrate, fra le quali questa “It Was So Funny (That Song That They Sung)” interpretata dalla talentuosa Susan Springfield.

THE LAUGHING DOGS
I Need A Million

Un nome storico nell’ambiente CBGB che, nonostante due album prodotti dalla Columbia e alcune tournée al fianco di Cheap Trick, Blondie e Patti Smith, si è bruciato troppo presto.

PEROXIDE
Heart Disease

Un brano interessante, registrato sul finire degli anni ’70, che avanza gagliardo con la sfrontatezza del punk ma stupisce con colpi di synth degni del più radiofonico AOR.

TESTORS
You Don’t Break My Heart

Come tante altre meteore del CBGB, i Testors di Sonny Vincent – un reduce della guerra del Vietnam con un passato difficile fra galera e ospedale psichiatrico – avrebbero meritato molto di più. Il loro punk rock, abrasivo ma melodico, era avanti coi tempi già nel 1977. Purtroppo le loro vecchie registrazioni sono state riscoperte e pubblicate solo alla metà degli anni ’90.

THE SENDERS
You Really Piss Me Off

Un sound senza fronzoli per i Senders di Philippe Marcadé, incazzati e scanzonati come non mai in questa godibilissima “You Really Piss Me Off”. In queste note cariche di elettricità ed eccitazione, le prime avvisaglie del pop punk stile ’90s.

STUART’S HAMMER
Everybody’s Depraved (Live at CBGB)

L’unico brano mai pubblicato dagli Stuart’s Hammer è proprio questa registrazione dal vivo al CBGB, risalente all’ormai lontanissimo 1976. Non potevamo chiudere meglio la classifica!


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