Catanzaro, studentessa a scuola con un coltello nello zaino
Studentessa trovata con un coltello nello zaino a Catanzaro, una lama da 18cm: controlli dopo le segnalazioni delle compagne di scuola. Atti trasmessi alla Procura dei minori
CATANZARO – Poteva essere l’ennesima pagina di cronaca nera a scuola, di quelle che lasciano il segno e interrogano le coscienze. Invece, la vicenda consumatasi nel plesso “Bruno Chimirri” dell’IIS Vittorio Emanuele II di Catanzaro si è conclusa con il sequestro di un’arma e, soprattutto, con la dimostrazione che la “rete di protezione” della scuola funziona.
Tutto nasce dal basso, dal dialogo e dall’osservazione. Alcune studentesse, preoccupate per i comportamenti di una compagna di classe, hanno trovato il coraggio di confidarsi con una docente. Non una “spia”, ma un gesto di responsabilità collettiva che ha permesso alla professoressa di attivare immediatamente la dirigenza scolastica. Il protocollo di sicurezza è scattato senza esitazioni: il controllo dello zaino della ragazza ha portato alla luce una realtà inquietante, ovvero un coltello con una lama di circa 18 centimetri. Una misura considerevole, capace di trasformare un momento di tensione in tragedia. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra Volante della Questura di Catanzaro, che hanno preso in carico la studentessa e l’arma, trasmettendo gli atti alla Procura per i Minorenni.
LE CONFIDENZE DEGLI STUDENTI IN UN’AZIONE DI PREVENZIONE CONCRETA
L’episodio non è isolato nel panorama nazionale, ma giunge in un momento di particolare severità normativa. Il legislatore ha recentemente inasprito le sanzioni per il porto di armi improprie tra i giovanissimi, introducendo misure che mirano a colpire non solo il gesto in sé, ma anche la responsabilità educativa delle famiglie. Oggi, possedere un coltello a scuola non è più considerato una “bravata”, ma un reato che attiva percorsi di responsabilizzazione e, laddove necessario, interventi psicologici e di sostegno. Sulla vicenda è intervenuto con fermezza il Prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, da sempre molto sensibile al tema della devianza giovanile e della sicurezza negli istituti scolastici.
Il Prefetto ha voluto elogiare pubblicamente la prontezza del personale scolastico: «L’episodio del Chimirri dimostra che quando la filiera della sicurezza funziona, i rischi si azzerano. La docente e la dirigenza hanno agito con una tempestività esemplare, trasformando le confidenze degli studenti in un’azione di prevenzione concreta. È questa la scuola che vogliamo: un luogo dove il dialogo tra ragazzi e professori è così forte da intercettare il disagio prima che diventi violenza». De Rosa ha poi ribadito la linea del rigore unita all’ascolto: «Non c’è spazio per le armi nelle nostre scuole. Ma oltre alla repressione, dobbiamo interrogarci sul perché un minore senta il bisogno di girare armato. Le forze dell’ordine sono presenti e il controllo del territorio è capillare, ma la vera battaglia contro la criminalità e il bullismo si vince con la cultura della legalità che parte proprio da queste aule».
Source link


