Calabria

Catanzaro, riflettori su Cassandro e Favasuli

Cassandro e Favasuli sanno come si fa e l’hanno dimostrato. Quante volte è stato pericoloso Kvernadze nella partita d’andata? Praticamente mai. Il motivo? Le prestazioni del centrale e dell’esterno destri, impeccabili contro una delle frecce più affilate del Frosinone: più che contenerla, l’hanno annullata. Ripetersi sarà complicato, ma si è già visto che non è impossibile. Comunque Kvernadze è solo uno dei problemi sulle ali. L’altro risponde al cognome di Ghedjemis e lui sì che allo “Stirpe” è stato una costante spina nel fianco: non tanto per il gol segnato in contropiede all’ultima azione della gara, dopo 7’ di recupero e col Catanzaro sbilanciato in avanti alla ricerca del pari. Quanto per le iniziative sempre pericolose partendo da sinistra: impossibile da fermare. Il 10 gennaio l’avevano preso in consegna Brighenti e Frosinini, stavolta insieme al vicecapitano ed ex di turno potrebbe esserci D’Alessandro, ma indipendentemente dagli interpreti la sostanza non cambia: non perdere i duelli sulle fasce aiuterà a portare dalla propria parte gara e risultato.
Insomma, domenica sulle corsie del “Ceravolo” è annunciato un bel po’ di trambusto. Il modo in cui Cassandro e Favasuli erano riusciti a limitare uno degli avversari più forti indica la strada. Raddoppi e anticipi sono il minimo sindacale, visto che è impensabile che un calciatore possa fermarli isolato nell’uno contro uno, almeno non per tutta la partita. Sarebbe controproducente, poi, lasciare a uno dei due lo spazio per scatenare la propria velocità in profondità. Se i giallorossi che presidieranno le fasce eseguiranno questi compiti come si deve avranno buone chance di scamparla. Certo, quei due in giornata di grazia (e Ghedjemis all’andata lo era) riescono a fare la differenza in ogni caso, però nessuno vince partite da solo in Serie B, nemmeno i bravissimi e spettacolari esterni d’attacco di Alvini.
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