Catanzaro, quando la burocrazia blocca la prevenzione sui tumori al seno
Quando la burocrazia mette i bastoni tra le ruote della prevenzione. È quanto è capitato alla signora Concetta (il nome è di fantasia per tutelare la privacy), 47 anni, nel dover effettuare una ecografia al seno. Tutto inizia nel settembre 2023 quando la signora Concetta si fa prescrivere dal suo medico curante una ecografia bilaterale della mammella con priorità programmabile, ovvero entro centoventi giorni dalla data della ricetta con codice d’esenzione 048, ovvero per pazienti con diagnosi di tumori maligni o neoplasie dal comportamento incerto. Poi la prenotazione: non c’è posto prima di giovedì 12 febbraio 2026. Ovvero dopo circa 29 mesi. Due anni e mezzo. La signora Concetta, a malincuore, accetta la prenotazione e fissa l’appuntamento nel reparto di radiologia del presidio Pugliese dell’azienda ospedaliera Dulbecco. Dopo la lunga attesa, arriva il giorno dell’esame.
L’amara sorpresa: la ricetta è scaduta
La signora Concetta, residente a Catanzaro, si reca il giorno precedente all’ufficio ticket per regolarizzare l’impegnativa. Ed è qui che arriva l’amara sorpresa: la ricetta è scaduta. «Signora – si sente dire dall’impiegato – la ricetta vale sei mesi e questa è scaduta». Ma è lo stesso impiegato a dare la soluzione: «Si faccia fare una nuova impegnativa dal suo medico curante e venga a regolarizzarla».
La signora Concetta, quindi, contatta il suo medico di famiglia che, mugugnando, le compila una nuova ricetta. Poi il ritorno all’ufficio ticket, il pagamento del dovuto e l’effettuazione dell’esame. L’iter è stato possibile perché la signora è residente nel capoluogo. E se fosse stata residente in un centro della provincia e fosse venuta per regolarizzare la ricetta nello stesso giorno dell’esame? Sarebbe dovuta ritornare a casa, farsi prescrivere una nuova ricetta e ritornare all’ufficio ticket per pagare il dovuto?
L’importanza di snellire le procedure burocratiche
Ma c’è dell’altro. Visto che questo disservizio è dovuto a motivi burocratici, in teoria l’esame della signora Concetta è stato prenotato con il codice della ricetta scaduta e non con quella nuova. Quindi, sempre in teoria, la paziente avrebbe dovuto fare una nuova prenotazione con gli estremi della nuova ricetta. Ma non sarebbe più semplice, una volta fatta la prenotazione entro i termini, fare in modo che l’impegnativa resti valida anche per la data dell’esame o visita, anche se dopo i 6 mesi? O forse tale procedura non è già prevista nelle linee guida del Cup della Calabria, approvate con Dca n. 3 dell’11 gennaio 2024, dove c’è scritto che “la data di prenotazione della prestazione deve ricadere all’interno del periodo di validità della ricetta, mentre, naturalmente, la data di erogazione della prestazione può essere anche successiva”? Certo è che uno snellimento delle procedure burocratiche sarebbe utile sia ai pazienti sia all’immagine della sanità.
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