Calabria

Catanzaro, manca “solo” la vittoria

La vittoria è assente e l’avversario è stato il meno organizzato affrontato finora, però i piccoli passi avanti del Catanzaro in casa Sampdoria meritano fiducia. «Ci manca il killer instinct», è la condivisibile ammissione di Aquilani dopo uno 0-0 che poteva essere diverso con un pizzico di lucidità, precisione e freddezza in più sotto porta o nell’ultimo passaggio. Ritardi che pure fanno parte del processo di costruzione di una squadra che evidentemente ha bisogno di tempo come ne aveva bisogno un anno fa. È chiaro, il pari di mercoledì sera verrà inquadrato veramente solo insieme alla sfida di domani a Monza, perché tornare indietro non è più ammissibile e quindi contro i lombardi e i loro tanti giocatori di categoria superiore sarà una prova di maturità.
Ma ad Aquilani non si può dare nemmeno torto se ha detto che il sesto pari consecutivo di questo avvio di stagione è un «risultato che non ci piace», nel senso che sta un po’ stretto: «Meritavamo di vincere e ce ne andiamo con rimpianti». Il tecnico ha ricevuto buone risposte dall’ennesimo cambio di formazione (sette su sette fra campionato e Coppa), ma questo era tutto sommato doveroso essendo in un turno infrasettimanale. Tutti – titolari e subentrati – hanno dato qualcosa senza dare l’impressione di smarrimento: bene Verrengia, in crescita Oudin e Petriccione, costanti gli esterni, sempre debordante Cisse. Resta il dubbio se sia meglio Iemmello da centravanti o da seconda punta con un altro a supporto, ma il capitano da attaccante unico la sua chance l’ha avuta senza sfruttarla: quando succede non impiega tanto a rifarsi.
In generale, si è notata un’identità anche senza dover reagire alle sberle com’era accaduto altre volte. La seconda partita con la rete inviolata – la prima con lo Spezia, secondo turno – non va buttata via.
«La squadra ha avuto un coraggio incredibile a venire a Marassi e giocare in questo modo, la Samp è sì in difficoltà, ma è stata comunque una gran partita sotto tutti i punti di vista. Non abbiamo ancora la capacità di concretizzare le opportunità che ci capitano perché la mole di gioco, le volte in cui abbiamo calciato in porta anche con occasioni nitide avrebbero dato quei punti che ci farebbero parlare diversamente», ha proseguito l’allenatore.
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