Calabria

Catanzaro, lo spaccio come “affare” di famiglia: rinviati a giudizio 14 indagati I NOMI

Sono state rinviate a giudizio 14 persone coinvolte nell’inchiesta su un traffico di cocaina ed eroina che veniva gestito da un nucleo familiare, un business lucroso a cui partecipavano tutti, zii, cugini, sorelle, cognati, mogli e addirittura figli anche minorenni. Il 9 maggio è stata fissata la prima udienza del processo a loro carico. Altri due indagati, Rosario Belcamino e Alfredo Benassai, si tornerà in aula il 16 settembre per il patteggiamento della pena richiesta dall’avvocato Nicola Tavano, mentre altri sei indagati hanno chiesto e ottenuto di essere giudicati con rito abbreviato. Il gup Mario Santoemma ha mandato a processo: Domenico Bevilacqua,detto “nonno Domenico”; Maria Chiara Bevilacqua, alias “Chiara”; Massimo Bevilacqua, inteso “u pacciu”; Anna Vecceloque Pereloque, intesa “Annetta”; Sergio Bevilacqua, inteso “Gualù”; Pierpaolo Mamone, inteso “Paolo”; Damiano Veneziano; Giuseppe Mastruzzo; Teresa Mazzuoccolo; Carmelo Veciloque, inteso “Melino”; Giovanni Abbruzzese, inteso “Gianni”; Antonella Bevilacqua; Cosimo Abbruzzese, inteso “Cosimino” e Jessica Bevilacqua.
L’inchiesta è scattata il 28 marzo 2025 e aveva portato all’arresto di 6 persone. L’attività investigativa ha preso avvio nel novembre del 2020 quando i carabinieri hanno fermato una vettura condotta da un soggetto di etnia rom trovato in possesso di circa 4 grammi di cocaina. Dai tabulati telefonici gli investigatori hanno poi accertato che proprio durante il controllo il telefono del soggetto veniva contattato da due persone appartenenti alle famiglie Muntanaro e Gambero note alle forze dell’ordine per lo spaccio di stupefacenti nella periferia sud.
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