Catanzaro, l’antitrust boccia il Comune
Catanzaro, l’Antitrust boccia il Comune, il parere dell’Autorità garante della concorrenza sugli affidamenti in house. Nel mirino le delibere su lampade votive, verde pubblico e manutenzione stradale.
L’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato accende i riflettori sugli affidamenti diretti concessi dal Comune di Catanzaro alla società partecipata Catanzaro Servizi Spa e formula un giudizio estremamente critico sulle scelte adottate dall’amministrazione comunale. Nel parere inviato a Palazzo De Nobili, l’Agcm evidenzia infatti numerose criticità nelle delibere approvate dal Consiglio comunale il 6 febbraio scorso, relative all’affidamento in house dei servizi di gestione delle lampade votive, manutenzione e implementazione del verde urbano e manutenzione del piano viabile e delle pertinenze stradali. Secondo l’Autorità, gli atti approvati dal Comune non sarebbero sufficientemente motivati e non rispetterebbero gli obblighi previsti dalla normativa sui servizi pubblici locali. Nel documento si legge infatti che le relazioni predisposte dall’ente risultano «parziali e carenti sotto diversi profili».
ANTITRUST BOCCIA IL COMUNE: LE DIFFICOLTÀ FINANZIARIE DI CATANZARO SERVIZI E IL PIANO DI RISANAMENTO
L’Antitrust ricostruisce anche il quadro economico nel quale maturano gli affidamenti, sottolineando come Catanzaro Servizi attraversi una fase delicata dal punto di vista finanziario. La società, si legge nel parere, versa in «una condizione di debolezza economica e strutturale» e il bilancio 2024 evidenzierebbe «un flusso prospettico finanziario inadeguato per l’assolvimento delle obbligazioni sociali». Per l’Agcm, gli affidamenti contestati fanno parte di «una più ampia operazione di risanamento e rilancio della società in house del Comune di Catanzaro». Il piano industriale 2026-2030 della partecipata, secondo quanto riportato nel documento, punterebbe infatti proprio sull’acquisizione di nuovi servizi «a maggiore redditività aziendale» per incrementare fatturato e margini economici.
LA MANCANZA DI ANALISI COMPARATIVE E DI DATI CONCRETI SUL MERCATO
Ma è soprattutto sull’assenza di un reale confronto con il mercato che si concentra la contestazione dell’Autorità. Nel parere si evidenzia come il Comune abbia richiamato genericamente i vantaggi dell’in house, facendo riferimento a economie di scala, flessibilità gestionale e competenze della partecipata, senza però supportare tali affermazioni con dati concreti. L’Agcm sottolinea infatti che le relazioni «non contengono analisi comparative rispetto all’affidamento con gara», né valutazioni dettagliate sull’impatto economico degli affidamenti o sugli investimenti programmati. Tra gli esempi riportati nel documento c’è quello relativo al verde pubblico, dove il ribasso dell’1% rispetto ai prezziari di settore viene considerato insufficiente a dimostrare la convenienza dell’affidamento diretto. Anche per la gestione delle lampade votive l’Autorità parla di valutazioni prive di riscontri concreti, definendo «affermazioni apodittiche» quelle relative ai vantaggi derivanti dall’integrazione con il servizio cimiteriale già svolto dalla partecipata comunale.
L’ANTITRUST BOCCIA IL COMUNE DI CATANZARO: L’ILLEGITTIMITÀ DELLE DELIBERE E IL RISCHIO DI RICORSO AL TAR
Uno dei passaggi più significativi del parere riguarda poi le finalità complessive degli affidamenti. Secondo l’Antitrust, infatti, le scelte del Comune «sembrano orientate a sostanziare un più ampio disegno di sostegno e riequilibrio della società partecipata» piuttosto che essere motivate esclusivamente da criteri di efficienza e tutela della concorrenza. Da qui la conclusione finale dell’Autorità, che ritiene le delibere comunali «illegittime» perché non adeguate sotto il profilo motivazionale rispetto a quanto previsto dagli articoli 14 e 17 del decreto legislativo 201 del 2022.Il Comune di Catanzaro dovrà ora comunicare entro sessanta giorni le iniziative adottate per superare le criticità evidenziate dall’Agcm. In caso contrario, l’Autorità potrà procedere con il ricorso davanti al giudice amministrativo.
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