Catanzaro, “L’Anno che verrà” ha portato… una città organizzata ed efficiente
Musica, divertimento e una vetrina nazionale come poche. L’edizione “catanzarese” de “L’Anno che verrà”, la trasmissione Rai che tradizionalmente traghetta gli italiani dal vecchio al nuovo anno, ha lanciato una sfida alla città. E Catanzaro ha saputo coglierla mettendo in campo una macchina organizzativa che ha funzionato a puntino. Sia dal punto di vista dell’ordine pubblico che da quello della viabilità. Le migliaia di spettatori hanno potuto raggiungere il mega palco, allestito nel quartiere marinaro, senza patemi. E alla fine non hanno dovuto affrontare particolari disagi neanche gli avventori dei locali sul lungomare, dislocati nella zona gialla che ha fatto da filtro alla zona rossa. Se l’arrivo delle persone è stato scaglionato nel corso del tardo pomeriggio, il deflusso avrebbe potuto comportare qualche criticità, soprattutto sotto l’aspetto della viabilità. Ma così non è stato e tra un panino, una bevanda calda o un cocktail nei locali aperti fino a tarda notte e presso gli ambulanti, il rientro a casa delle migliaia di persone è avvenuto in buon ordine. La risposta del capoluogo di regione, dei suoi cittadini e visitatori, insomma, è stata all’altezza.
I commenti
E in effetti i commenti del giorno dopo sono sostanzialmente unanimi nel sostenere il preciso funzionamento di tutti i dispositivi di sicurezza e ordine messi in campo. Il sindaco Nicola Fiorita ha parlato di «una chiusura d’anno fantastica per la nostra città» facendo cenno anche alla Metro. «Posso dire con un po’ d’orgoglio che l’organizzazione ha funzionato alla perfezione. Era una sfida importante per noi: essere all’altezza di un evento così poderoso, e a cui la città da tempo non era più abituata, e cimentarci in vista degli altri appuntamenti che ci aspettano nel 2026». Nel suo commento Fiorita ha ringraziato l’ampia organizzazione, partendo dal prefetto Castrese De Rosa e dal questore Giuseppe Linares.
De Rosa stesso ha ribadito che «Catanzaro ha risposto da par suo dando alla ribalta nazionale una grande prova di maturità, civiltà e responsabilità».
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