Calabria

Catanzaro, inchiesta sulla grande distribuzione: “Il sistema Paoletti era fondato sul disperato bisogno di lavorare”

Un sistema «solido e ben oliato» fondato sul «bisogno spesso disperato di lavorare». Così il gup Mario Santoemma descrive lo sfruttamento dei lavoratori nella holding Paoletti attiva da decenni nella grande distribuzione. Ma il giudice, proprio al termine delle circa 400 pagine di motivazioni, spiega anche che tutto è stato reso possibile anche dalla «frustrazione di una terra e di un contesto socio territoriale dove la negazione dei diritti è usuale ed il loro riconoscimento è l’eccezione, per come molti lavoratori sentiti hanno dichiarato per aver lavorato anche in altre aziende». E sottolinea anche come certamente il gruppo si sia avvalso di altri soggetti rimasti «ignoti all’indagine ma la cui esistenza ha di certo garantito nel tempo il silenzio necessario al permanere della sua operatività».

Condanne e assoluzioni

Nel processo il giudice Santoemma ha condannato a 7 anni, 9 mesi e 10 giorni l’imprenditore Paolo Paoletti, titolare dei supermercati; 4 anni, 11 mesi e 16 giorni sono stati inflitti alla moglie Anna Valentino; 2 anni e 10 mesi per Vittorio Fusto, dipendente di Paoletti; 3 anni, 2 mesi e 26 giorni per la collaboratrice Tiziana Nisticò; un anno e 4 mesi, pena sospesa, nei confronti di Vito Doria, conciliatore sindacale della Uila. È stato invece assolto il cugino dell’imprenditore, Rosario Martinez Paoletti.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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