Calabria

Catanzaro, il ruolo degli enti pubblici nel crac di Fondazione Betania

Fondazione Betania sarebbe riuscita ad accumulare in sette anni la cifra monstre di 13 milioni di euro di debiti tributari e previdenziali. È quanto emerge dall’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari l’avvocato e imprenditore palermitano Marco Zummo con le accuse di autoriciclaggio e bancarotta fraudolenta, quest’ultima ipotesi contestata anche ai componenti del cda indagati a piede libero. Secondo l’accusa Zummo e l’ex cda avrebbero spogliato Fondazione Betania delle risorse senza alcuna reale contropartita economica e distraendo l’intero complesso aziendale in favore di Karol Betania Strutture Sanitarie. Senza più i suoi servizi e senza il pagamento dei fitti da parte della nuova società, la Fondazione, secondo gli inquirenti, sarebbe stata impossibilitata a saldare i debiti. Ma la crisi della onlus ha radici antiche che vengono ricostruite nell’ordinanza del gip Piero Agosteo. Già nel 2016 nei documenti della Fondazione emerge la «marcata carenza di liquidità». Nel 2018 il consiglio di amministrazione ribadiva la persistenza grave crisi di liquidità. Nel 2019 il presidente del cda informava i consiglieri dell’esistenza di una situazione di predissesto. Alcuni mesi più tardi segnalava il progressivo aggravamento del quadro economico finanziario definendolo «fortemente critico».
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