Calabria

Catanzaro, alla fine il colpo è stato… Cisse

Riuscire a trattenere Cisse fino a fine stagione è stato il colpo del mercato di riparazione per il Catanzaro. Non è una cosa da poco: non fosse subentrato il Milan la stellina sarebbe andata subito al Psv, in Olanda, dove l’aveva praticamente venduto il Verona. Logicamente è meglio averlo ancora in gruppo: con la testa giusta il diciannovenne è uno che fa la differenza, l’ha già dimostrato.
In generale il club non aveva bisogno di chissà cosa, ma un rinforzo in attacco se l’aspettavano un po’ tutti e non per niente Polito ha tentato con Gliozzi dal Modena: alla fine le pretese troppo alte del giocatore calabrese e degli stessi emiliani, peraltro per un elemento in scadenza a giugno, hanno convinto la società a desistere, probabilmente senza tanti rimpianti.
La sostanza, però, è che adesso una parte della tifoseria è delusa e l’ha manifestato con toni più o meno accesi sulle pagine social dedicate ai giallorossi. Un’altra invece aspetta di vedere i tre rinforzi di questa sessione consapevole che l’obiettivo minimo di una salvezza tranquilla è logicamente alla portata e che tutto il resto sarebbe solo guadagnato.
La verità è che se le Aquile si sono indebolite o meno lo dirà il campo. Di sicuro hanno alleggerito il monte ingaggi togliendo il superfluo e gli scontenti: Di Chiara aveva giocato solamente 17 minuti nelle ultime nove partite, finito in fondo alle gerarchie per la fascia sinistra e non più considerato da “braccetto” mancino, ruolo non suo in cui aveva dimostrato di faticare tanto. Con gli arrivi di Esteves a titolo definito e Fellipe Jack in prestito dal Como non aveva senso tenerlo, anche se in questi mesi non ha mai storto il muso per lo scarso impiego. In difesa non è arrivato un centrale al posto di Bettella, volato a Pescara, ma il titolare era comunque Antonini e Brighenti può sostituirlo senza problemi.
Quanto a Pandolfi, dopo che aveva raggiunto l’accordo con l’Avellino lunedì pomeriggio, il Catanzaro l’aveva bloccato subordinandone l’uscita all’ingaggio di Gliozzi: alla fine è stata proprio la punta napoletana a forzare per firmare in Irpinia. Tenerla, a quel punto, sarebbe stato controproducente considerando i malumori già manifestati dal diretto interessato prelevato dal Cittadella a fine estate.
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