Cat Power – Redux: Tornare a graffiare in punta di piedi :: Le Recensioni di OndaRock
Ne è passata di acqua sotto i ponti negli ultimi vent’anni, soprattutto per cantautrici come Cat Power, considerate da sempre figlie di un’epopea – la seconda metà dei Novanta e i primi anni dei Duemila – che oggi pare a dir poco lontanissima. Per Chan Marshall, tuttavia, le cose non sono solo cambiate irreversibilmente in ambito cantautorale, ma anche sul piano strettamente personale. E per fortuna, verrebbe da aggiungere.
Negli ultimi cinque anni, infatti, la gatta dell’indie-rock a stelle e strisce ha deciso di mettere finalmente da parte la bottiglia e di contare insieme con i propri fan i giorni vissuti da sobria, ponendosi così sui social come esempio da seguire per tutti coloro che decidono di intraprendere la propria battaglia contro l’alcolismo. Una condivisione che la nobilita e che evidenzia quel suo essere donna in apparenza forte e ribelle ma in realtà fragilissima e piena di paure.
Chan ha anche deciso di celebrare l’anniversario di quel gran disco che è “The Greatest“, pubblicando l’Ep “Redux”, supportata dal Grammy Award Award Stuart Sikes nei Church House Studios di Austin, lasciandosi accompagnare per l’occasione dai Dirty Delta Blues, una sorta di supergruppo formato da Judah Bauer (The Jon Spencer Blues Explosion) alla chitarra, dal tastierista Gregg Foreman (The Delta 72, Jesse Malin), dal bassista Erik Paparozz (Lizard Music) e dal batterista Jim White (Dirty Three, Hard Quartet).
Sono “solo” tre le canzoni sul piatto. O meglio tre cover per rimettere in sesto la proverbiale propensione della Marshall a strapazzare con gusto classici del passato pescati qui e là, come testimonia quel mezzo miracolo di “The Cover Records“. È però “Jukebox“, l’altro disco di cover, l’esempio a cui tendere per inquadrare “Redux”, visto che la cantautrice statunitense rielabora secondo uno schema totalmente rhythm and blues i brani scelti, e lo fa senza esagerare più di tanto, ossia senza decostruire troppo l’originale, come accadeva invece proprio in “The Cover Records”.
Lo dimostra subito l’introduttiva “Try Me” di James Brown, una cover che per giunta avrebbe dovuto far parte di “The Greatest”, e in particolare “Nothing Compares 2 U“, la hit delle hit scritta da Prince e cantata al mondo da Sinead O’Connor, che la Marshall dedica a Teenie Hodges, chitarrista al suo fianco ai tempi di “The Greatest”, purtroppo scomparso nel 2014. Sono entrambe due riletture in chiave appunto rhythm and blues che alla fine dei giochi funzionano, con la voce graffiante di Chan Marshall in grande spolvero, dopo le prove più gracchianti di “Sun“, forse l’album meno riuscito della gatta. A chiudere il triangolo è poi una versione più spedita e seventies di “Could We”, una delle dodici perline di “The Greatest”.
“Redux” è un assaggio di ciò che ancora potrebbe offrire Cat Power, al netto della mancanza di inediti. Non resta che aspettare, dunque, l’atteso nuovo Lp di una delle cantautrici più singolari e magicamente afflitte di un’epoca tanto complicata quanto di frontiera, in musica e non solo.
29/01/2026




