Marche

Castelfidardo, vuole dar fuoco alla casa del vicino poi prende a pugni due carabinieri

CASTELFIDARDO Aveva una bottiglia di alcol in una mano e un accendino nell’altra. Davanti a lui, il portone dell’appartamento dell’anziano vicino già cosparso di liquido infiammabile. Bastava un gesto, uno soltanto, per trasformare quel pianerottolo in un innesco e l’intero condominio di via Matteotti in una trappola infernale. È in quella manciata di secondi, tra sabato e domenica poco dopo mezzanotte, che si è giocata la parte più delicata dell’intervento dei carabinieri della stazione di Castelfidardo.

I fatti

L’uomo, un 51enne da tempo segnato da una condizione personale complessa, era in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta anche all’assunzione di sostanze stupefacenti.

Completamente fuori controllo, non lasciava spazio a mediazioni. I militari hanno immediatamente capito di trovarsi davanti a una situazione senza margini di errore. Prima il tentativo di riportarlo alla calma con le parole, poi l’avvicinamento, infine il contatto fisico quando è stato chiaro che il rischio di un gesto irreparabile era concreto. Il 51enne ha reagito con violenza, arrivando a colpire più volte i carabinieri, uno dei quali con un pugno alla testa.

I due militari sono riusciti comunque a immobilizzarlo, disarmarlo e metterlo in sicurezza, evitando non solo che potesse appiccare l’incendio ma anche che si facesse del male. Un intervento tutt’altro che semplice, portato avanti con prontezza e lucidità mentre nel palazzo cresceva la preoccupazione. Alcuni residenti, richiamati dalle urla e poi dalle sirene, si sono affacciati temendo il peggio.

L’odore dell’alcol, la concitazione, la consapevolezza di quanto potesse accadere hanno reso ancora più tangibile il pericolo corso in quei minuti. Durante la colluttazione i due carabinieri sono rimasti feriti e sono stati successivamente medicati all’ospedale di Osimo, con prognosi di 20 e 10 giorni. Il 51enne è stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio e trasferito nel reparto di psichiatria di Torrette. Nei suoi confronti scatterà la denuncia per resistenza e lesioni. Resta la fotografia di un dramma arrivato a un passo dal punto di non ritorno. Da una parte un uomo in grave difficoltà e una famiglia lasciata sola a gestire una condizione che non trova risposte adeguate nelle strutture, dall’altra due carabinieri che hanno rischiato la vita per contenere una furia fuori controllo ed evitare che quel portone diventasse l’innesco di un incendio dalle conseguenze imprevedibili.

Sull’accaduto è intervenuta Unarma Marche, esprimendo vicinanza ai militari coinvolti. «A loro va la nostra più profonda gratitudine, unitamente a un sincero augurio di una rapida e completa guarigione. Il loro operato rappresenta un esempio concreto di dedizione, senso dello Stato e spirito di servizio», afferma il segretario generale Giuseppe Palermo. Dello stesso tenore le parole del segretario Marco Campetella, che ha richiamato il valore di interventi, come questo, capaci di evitare una tragedia. «La sicurezza dei cittadini – sottolinea – passa anche attraverso il coraggio e il sacrificio di chi, ogni giorno, sceglie di esserci».




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