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Caso Quentin Deranque, dopo i commenti di Trump Parigi convoca l’ambasciatore Usa. Che non si presenta: è lite

Scontro diplomatico tra Francia e Stati Uniti. L’ambasciatore degli Usa a Parigi, Charles Kushner, ha disertato la convocazione al ministero degli Esteri francese scattata dopo i commenti dell’amministrazione Trump sul caso di Quentin Deranque, l’attivista nazionalista ucciso da militanti di estrema sinistra a Lione. E il Quai d’Orsay ha reagito con una dura presa di posizione.

Kushner “non si è presentato” alla convocazione, fissata per oggi alle 19, hanno riferito le autorità d’Oltralpe. In risposta, il ministro degli Esteri, Jean-Noël Barrot, “ha chiesto che l’ambasciatore non abbia più accesso diretto ai componenti del governo francese”, si legge in una nota. Tuttavia, si precisa, “resta possibile che l’ambasciatore Kushner svolga le sue funzioni e si presenti al Quai d’Orsay in modo da poter avere i colloqui diplomatici necessari per appianare inevitabili irritazioni in quella che è una relazione di amicizia vecchia di 250 anni”. La Francia viene considerata il primo alleato degli Stati Uniti d’America, in una storia plurisecolare, che affonda le radici nel sostegno finanziario e militare che Parigi diede alla guerra d’indipendenza americana nel 1778.

Citata dall’agenzia France Presse, una fonte diplomatica ha riferito che l’ambasciatore si è fatto rappresentare al Quai d’Orsay da un addetto dell’ambasciata parigina, giustificando l’assenza con impegni personali. Kushner era stato convocato su richiesta dello stesso Barrot, furioso per i commenti dell’amministrazione Trump sul caso di Quentin. Commenti rilanciati nei giorni scorsi sul profilo X dell’ambasciata Usa a Parigi. Nei tweet della discordia, l’amministrazione Usa denunciava la violenza politica dell’estrema sinistra, chiedendo alla Francia di portare i responsabili davanti alla giustizia.

“Rifiutiamo qualsiasi strumentalizzazione di questo dramma a fini politici”, ha replicato domenica Barrot, aggiungendo che la Francia “non ha alcuna lezione da ricevere in materia di violenza, in particolare, dall’internazionale reazionaria“. Secondo il ministro, quello del giovane ragazzo ucciso è un ”dramma che riguarda la comunità nazionale” e che non va dunque commentato da rappresentanti di altri Paesi. La settimana scorsa, dopo la morte del giovane, anche la premier Giorgia Meloni ha pubblicato un tweet di solidarietà sul caso Deranque. Ne era sorto un botta e risposta a distanza con Macron che aveva osservato che “i nazionalisti sono i primi a commentare gli affari altrui”.

Entrato nelle sue funzioni la scorsa estate, l’ambasciatore Usa in Francia era già stato convocato a fine agosto dopo critiche ritenute inaccettabili sulla “mancanza di azione sufficiente” della Francia contro l’antisemitismo. In quell’occasione, “in assenza dell’ambasciatore” a Parigi, fu un addetto dell’ambasciata a presentarsi al Quai d’Orsay.

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