Caso Prospero: l’«amico virtuale» dai domiciliari spera in un nuovo patteggiamento
di Enzo Beretta
Aperta e subito rinviata al 26 febbraio l’udienza in Corte d’Assise in cui è imputato Emiliano Volpe, 18enne romano accusato di aver istigato al suicidio Andrea Prospero, trovato senza vita il 29 gennaio 2025 in un appartamento del centro storico di Perugia. Volpe, «compagno virtuale» della vittima, tuttora detenuto agli arresti domiciliari, non era presente stamani quando il suo avvocato Alessandro Ricci ha manifestato ai giudici l’intenzione di perfezionare una nuova richiesta di patteggiamento che, con ogni probabilità, sarà superiore nella pena rispetto a quella a due anni e mezzo rigettata dal gup Simona Di Maria in quanto ritenuta troppo bassa. L’accusa, rappresentata dal procuratore Raffaele Cantone e dal pm Annamaria Greco, hanno detto che ci sarà un incontro anche con le parti civili. Questa mattina in aula erano presenti i genitori e i fratelli di Prospero, l’imputato non è venuto.
Gli atti Volpe è accusato di «avere rafforzato in Prospero il proposito, ad esso noto, di togliersi la vita mediante l’assunzione di farmaci contenenti ossicodone e benzodiazepine, portato a compimento contestualmente, interloquendo con il predetto nell’ambito della chat sul canale Telegram».
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