Caso Garlasco: Riesame annulla sequestri per ex carabinieri Sapone e Spoto
Il Tribunale del Riesame di Brescia ha annullato il provvedimento di perquisizione e sequestro disposto lo scorso 26 settembre nei confronti degli ex carabinieri Silvio Sapone e Giuseppe Spoto, non indagati, coinvolti nell’indagine sull’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, indagato per corruzione in atti giudiziari perché nel 2017 avrebbe favorito – secondo l’accusa – in cambio di 20-30mila euro, l’archiviazione di Andrea Sempio, nuovamente indagato per l’omicidio in concorso di Chiara Poggi uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.
In base alle indagini della Procura di Brescia, in particolare al decreto a carico di Venditti, i due ex carabinieri della polizia giudiziaria di Pavia avrebbero avuto contatti e incontri con Sempio nel corso delle indagini e ci sarebbero stati anche errori e omissioni nelle trascrizioni delle intercettazioni.
Le ragioni tecniche
Dopo l’udienza del 21 ottobre arriva la decisione della corte – presieduta dal giudice bresciano Giovanni Pagliuca – che dispone la restituzione di tutti i beni, tra cui l’Iphone, sequestrati a Sapone (difeso dall’avvocato Massimo Marmonti) e anche dei dispositivi elettronici sequestrati a Spoto fra cui tre cellulari, due hard disk e due pc portatili. Per Spoto, difeso dall’avvocato Marco Casali, si conferma nel resto il decreto.
Gli argomenti della difesa
«Il decreto è stato annullato per ragioni tecniche sulla base delle linee guida della Cassazione», spiega il legale Casali che, in attesa delle motivazioni attese entro trenta giorni, ipotizza come l’annullamento possa essere legato al fatto che «non sono state indicate le parole chiave da cercare e il perimetro temporale entro cui cercare visto che si tratta di eventi lontani nel tempo». Per l’avvocato, la decisione è in linea con quanto stabilito, già dal 2020 dalla Cassazione, che in tema di sequestro di Pc e cellulari chiede un raggio d’azione ben delimitato. «L’oggetto dell’indagine deve essere ben individuato – afferma l’avvocato Casali – indicazioni che nello specifico mancavano. Cercare tutto, visti i tempi risalenti dei fatti, vuol dire scandagliare nove anni di vita di una persona. In più, mancava anche la tempistica, non era specificato quando i device sarebbero stati restituiti».
Come era già avvenuto il 17 ottobre, con l’annullamento del decreto dopo il ricorso di Venditti, anche ai due ex militari sono stati dunque restituiti tutti i dispositivi elettronici che erano stati sequestrati. In particolare, i giudici del riesame hanno disposto la restituzione dei dispositivi a Sapone e poi anche di chiavette, hard disk, pc, telefoni e altri strumenti elettronici sequestrati a Spoto, confermando, però, per quest’ultimo «nel resto» il decreto sui sequestri documentali. Documenti che – come precisa l’avvocato Casali – si ridurrebbero in sostanza, in un’agenda praticamente vuota.
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