Puglia

Caso Ferragni, parla il pugliese Damato: l’ex braccio destro

È sempre stato monitorato mediaticamente, ma il braccio destro di Chiara Ferragni, Fabio Maria Damato, negli ultimi travagliati anni si è visto poco e niente. È stato sempre in silenzio. Fino al post Instagram pubblicato nelle scorse ore. Nessun video in lacrime, nessun selfie con gli occhi lucidi. Un asciuttissimo post nel quale si racconta in breve, ma nero su bianco: “Sono stati due anni di estremo dolore, sofferenza e spaesamento. Due anni di vita in sospeso dove in troppi hanno detto tutto, spesso senza sapere niente. Il mio silenzio autoimposto è stata la prova più dura di rispetto verso le autorità competenti e verso tutte le persone coinvolte nella vicenda”.

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“La mia onestà e la correttezza umana che ho dimostrato sempre nel mio percorso di vita e di lavoro oggi sono state restaurate – continua Damato -. Ho sempre creduto nella giustizia e oggi sono orgoglioso che la giustizia sia stata ristabilita. Ci sono voluti anni per costruire una storia imprenditoriale e socio-culturale pionieristica studiata anche all’estero. Peccato aver voluto cancellare tutto in un soffio. Ringrazio gli ex colleghi che in questi anni mi hanno dimostrato rispetto, stima e soprattutto affetto. Grazie agli amici di sempre, vicini da sempre e per sempre. Grazie alla mia famiglia travolta da una morbosità disumana”.

Damato, originario di Barletta, a Milano ha studiato Economia aziendale presso l’Università Bocconi. Nel 2017 incontra Chiara Ferragni che con lui sviluppa il suo primo progetto The Blonde Salad. Con il tempo assume il ruolo di general manager per TBS e Chiara Ferragni Collection. Fatturando milioni e raggiungendo una fama mondiale. Un rapporto, quello con l’influencer che, stando a questo sfogo social, sembrerebbe terminato sul piano professionale e su quello personale. Damato ripartirà dagli affetti più sinceri, dalla sua Puglia, e in conclusione scrive: “Questa storia di resilienza e dignità la dedico alla memoria del mio papà”.




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