Marche

Caso Dedalus, Cesetti (Pd): «Si sospenda il software in tutte le strutture ospedaliere e si rescinda il contratto»

SANITÁ – Il consigliere regionale di minoranza rincara la dose: «Sarebbe ora che le Procure della Repubblica intervenissero sul disastro sanitario che sta sempre più mettendo a rischio la salute dei marchigiani»

«Bene ha fatto il presidente Acquaroli a prendere in mano personalmente il caso Dedalus costringendo il suo assessore alla Sanità al dietrofront e sospendendo l’applicazione di quel software che con i gravi disservizi causati dal suo malfunzionamento stava mettendo a rischio la tenuta del nostro sistema sanitario, la corretta presa in carico degli utenti, nonché la gestione diagnostica tempestiva. Ma ciò non è sufficiente: lo stop deve essere immediato e definitivo in tutte le strutture ospedaliere marchigiane e il contratto milionario firmato con l’azienda fornitrice di Dedalus deve essere rescisso, con buona pace delle scadenze stringenti del Pnrr, che non possono e non devono rappresentare in alcun modo delle priorità rispetto alla salute e alla vita dei pazienti e alla sicurezza degli operatori socio sanitari».

A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti, che sulla questione ha depositato un’interrogazione a risposta immediata alla giunta che sarà discussa martedì prossimo.

«I problemi di instabilità del nuovo sistema informatico – aggiunge Cesetti – già da noi evidenziati con un’interrogazione depositata a gennaio, riguardano in particolare l’accesso alle cartelle dei pazienti e la lettura delle terapie precedentemente somministrate. Ciò significa letteralmente mettere a rischio la salute, quando non addirittura la vita, degli utenti: l’ennesima picconata a quel diritto alla salute garantito dalla Costituzione ma che nelle Marche appare sempre più come una chimera. Di conseguenza, l’urgenza di sospendere il funzionamento di Dedalus, fino a oggi purtroppo non ravvisata da chi detiene la responsabilità di governare il Sistema sanitario regionale, deriva dal fatto che eventuali cure o diagnosi sbagliate, potrebbero esporre il personale medico, e quindi la stessa Regione Marche, a responsabilità non solo di naturale erariale, ma persino penale in caso di lesioni o addirittura decesso dei pazienti».

«Poiché a quanto riportato dalla stampa – continua il consigliere dem – alcuni medici si sarebbero già rivolti alla Procura della Repubblica, ritengo che ogni Procuratore dovrebbe assumere le iniziative di competenza visto che l’esercizio dell’azione penale è obbligatorio, come pure sono obbligatorie le richieste di emissione di provvedimenti cautelari come, nella sussistenza dei presupposti, il sequestro stesso del sistema informatico necessario a scongiurare i denunciati pericoli per l’incolumità dei cittadini che a ragione pretendono, insieme ai sanitari che li prendono in cura, che venga garantito e tutelato a tutti il loro diritto alla salute».

«In ogni caso – conclude Cesetti – anche lo scandalo Dedalus sarà uno dei temi che porteremo in discussione nel consiglio regionale monotematico sui temi della sanità che i gruppi di opposizione hanno preteso e che verosimilmente si terrà a marzo. È tempo che il presidente Acquaroli e la sua giunta rendano conto pubblicamente del disastro sanitario che si sta impunemente consumando sotto gli occhi dei marchigiani».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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