Casilino 23. Storia di una Comunità – 7
Quest’anno, 2026, ricorrono due anniversari rilevanti: il 50° della nascita della parrocchia (11 ottobre 1976) e il 300° della nascita di San Gerardo Maiella, a cui la stessa è dedicata.
La parrocchia di S. Gerardo Maiella
L’inizio della comunità parrocchiale, infatti, fu l’11 ottobre 1976, sotto la guida del primo parroco, don Benito Caschetta che, nel box n. 44, sotto l’edificio G delle Muse, celebrò la prima S. Messa al Casilino 23. Don Benito nato a Melfi (Potenza) nel 1937, è morto nel 1989.
Nell’aprile del 1978, il Vicariato di Roma istituì la parrocchia che, in sintonia con i desideri del primo parroco don Benito (nativo della Basilicata come come il Santo) venne intitolata e posta sotto la protezione di San Gerardo Maiella che ha dato il titolo cardinalizio alla Chiesa dell’allora Casilino 23.

Iniziano così i primi corsi di catechismo, viene formato il gruppo Scout 99, nasce il primo nucleo di Azione Cattolica e l’Oratorio C.O.R. (Centro Oratori Romani).
Successivamente il Vicariato fece costruire sul terreno destinato alla Parrocchia una struttura in metallo capace di ospitare un centinaio di persone circa. Ma, il disagio dei fedeli di non possedere un vero luogo assembleare (ecclesia significa proprio questo) cresce e l’esigenza di una chiesa diviene pressante.
E finalmente, alla fine del 1980, iniziano i lavori per l’edificazione della nuova chiesa viene consacrata due anni dopo, nel 1982.
1982. Chiesa di S. Gerardo Maiella appena inaugurata (foto di Mario Rota)
2026. Interno della Chiesa di S. Gerardo Maiella, in fondo l’organo, donato da Papa Woytila
La Chiesa del quartiere Casilino 23, è stata infatti costruita praticamente un pugno di anni dopo i primi insediamenti abitativi: nel 1982, su progetto dell’architetto Aldo Aloysi. Nello stesso anno fu consacrata dal cardinale vicario Ugo Poletti.
Essa è sede del “titolo cardinalizio di S. Gerardo Maiella”, istituito da papa Giovanni Paolo II, il 26 novembre 1994.
La realizzazione del meraviglioso organo a canne all’interno della Chiesa è stato donato da S. Giovanni Paolo II e le vetrate intorno alla chiesa sono ispirate al tema della Creazione, per il giubileo dell’anno 2000.
San Gerardo Maiella
San Gerardo Maiella, un religioso della Congregazione del Santissimo Redentore, nacque il 6 aprile 1726 a Muro Lucano (in provincia di Potenza, in Basilicata, che nel periodo fascista si chiamava Lucania) e morì a Materdomini (in provincia di Avellino) il 16 ottobre 1755.
Beatificato da Papa Leone XIII nel 1893, fu canonizzato da Papa Pio X nel 1904. La ricorrenza annuale delle cerimonie religiose in suo onore è nel mese di ottobre, il mese della sua morte.
Il Santuario di San Gerardo Maiella, è quello di Caposele (Avellino), che si trova nella frazione Materdomini.
San Gerardo Maiella è protettore delle partorienti, delle mamme e dei bambini.
Ottobre 1985. Festa Patronale
2006. Processione di ottobre in onore di S. Gerardo Maiella
2006. Festa di San Gerardo Maiella con balli in piazza
S. Giovanni Polo II visita la parrocchia
Da sottolineare in questo periodo tre grandi eventi: 29 novembre 1992 la visita di S. Giovanni Polo II; nel 1994 la Chiesa San Gerardo Maiella elevata a titolo cardinalizio e nel 1996 l’altra grande visita di Madre Teresa di Calcutta, proclamata santa da Papa Francesco il 4 settembre 2016.
Santa Madre Teresa di Calcutta
29 Novembre 1992. Visita di Papa Woytila alla parrocchia di S. Gerardo M. (accanto al Pontefice: il Parroco, don David, il comandante dei VV.UU e il Presidente della Cooperativa Deposito Locomotive Roma S. Lorenzo, Norberto D’Alessandro. Foto da “Noi, Soci” (Periodico della Coop.va).
Nella grande occasione della sua visita Papa Woytila incontrò i bambini, gli anziani e i malati, celebrò Messa e si intrattenne coi giovani. Il Parroco, nel presentare Norberto D’Alessandro, segnalò il contributo fattivo della Cooperativa nella promozione sociale nel quartiere.
La testimonianza di Pina Pasqualetti
Abbiamo incontrato, in una mattina di febbraio 2026, Pina Pasqualetti, chiedendole testimonianze sulla vita della parrocchia. Pina è una volontaria laica che aderisce alla comunità dei Catecumeni, frequenta la chiesa dal 1988, abita in via Ferraironi, ha due figli e tre nipoti. La sua attività è rivolta al sociale: è catechista e organizzatrice degli Orest, cioè dei Campi Estivi per ragazzi dalla metà di giugno (al termine delle lezioni scolastiche) a luglio, ogni anno, dalla fine degli anni ’90. L’intera sua giornata, dalla mattina al pomeriggio, è piena di attività ludiche, conviviali e, naturalmente, di preghiere.
Che significa essere catecumeni? La parola deriva dal greco: “colui che viene istruito, cioè che vuole istruirsi continuamente alla verità della fede”, in pratica è come rinnovare per sempre il significato del battesimo.
2024. Avvisi di programmi sociali e religiosi della Parrocchia
“Nel 1994”, ci racconta Pina, “ospitai a casa mia, per i periodi estivi e per quattro anni di seguito, Tatiana, una bimba di Cernobyl, come hanno fatto altri residenti dopo l’incidente alla centrale nucleare. In tutto erano 45 bimbi al Casilino 23, che, per la durata dell’ospitalità (dal 18 marzo al 18 maggio), frequentarono, nella loro lingua, la scuola elementare di Via Romolo Balzani. La promozione della iniziativa solidale fu della Caritas, in collaborazione con le Parrocchie romane”.
1994. Foto da un articolo di Abitare A (a firma Paola Cairo)
Prima del Covid, – ci racconta Pina -, la Parrocchia organizzava gite a Fiuggi, Montefiascone, ecc.. trovando ospitalità presso alcuni conventi. Pina rammenta la buona conoscenza dei parroci di allora: don Carlos e don David (oggi è parroco: don Roberto).
In particolare, per don David, malgrado qualche giudizio un po’ severo di alcuni residenti per certi suoi comportamenti (citiamo quello più criticato: l’espulsione dei giovani scout), Pina ci tiene a sottolineare di serbare di lui un buon ricordo, ma ricorda pure come si sia prodigato per migliorare il decoro e l’ambiente della chiesa e della parrocchia. Un esempio: la esposizione fissa delle vetrate colorate e quello del campanile.
Anni ’90. Gita di parrocchiani con don David (foto di Mario Rota)
Oggi la Parrocchia ha 4 preti collaboratori, giovani stranieri, tra i quali il vice Parroco don Paul. La comunità dei fedeli è composta anche di persone povere e sole.
Per questo è aperto uno “sportello” di ascolto della Caritas, che aiuta i bisognosi. Inoltre sono attivi dei volontari per le pulizie e per andare nelle case a somministrare la benedizione pasquale o per altri interventi religiosi.
Continuano annualmente le Feste patronali di ottobre, con gran lavoro organizzativo della Parrocchia: dalla Messa alla processione, dai giochi ludici e sportivi alla lotteria, per finire con la musica ed i fuochi d’artificio. Quest’anno, poi, “ricorrono 300 anni della nascita del Santo”, si prevedono celebrazioni speciali (su questo vi rimandiamo alla nostra intervista al Parroco).
2026. Il vice Parroco Don Paul, coltiva il giardino della Chiesa
È proprio il caso di ricordare un vecchio adagio beneaugurante: “abbiamo messo la chiesa al centro del villaggio”.
Intervista al parroco don Roberto Landi
2026. il parroco Don Roberto Landi
Quest’anno ricorre il 300° della nascita di San Gerardo Maiella. Può anticipare ai fedeli e ai residenti e ai nostri lettori cosa prevede il programma delle celebrazioni?
Intanto, stiamo stampando un opuscolo per il trecentesimo della nascita, che diffonderemo ai parrocchiani e a tutti i residenti; sarà pronto in aprile. Contemporaneamente sarà celebrata una messa in piazza, all’aperto, con la presenza dei parroci precedenti viventi (don David, don Paolo, don Carlos) , al seguito ci sarà un momento conviviale. Nel mese di maggio è prevista una uscita per rafforzare la comunione tra noi con tutte le famiglie della Parrocchia. A maggio, poi, organizziamo un pellegrinaggio a Materdomini alla tomba del Santo e con la collaborazione del Rettore del Santuario intendiamo costituire una Associazione chiamata: “Amici di San Gerardo Maiella”. Dentro la nostra Chiesa, inoltre, sarà collocata una reliquia presso la statua del Santo e collocheremo all’esterno una targa-ricordo per ricordare le visite ricevute in Parrocchia di Giovanni Paolo II e di Santa Madre Teresa di Calcutta. Infine metteremo un’altra targa in memoria di don Benito Caschetta. A questo proposito sarà allestita una mostra fotografica che ripercorrerà i cinquant’anni della vita parrocchiale, iniziati, appunto, con Don Benito. Nel mese di giugno faremo un pellegrinaggio in Turchia, chiamato: “Terra Santa della chiesa e chiese dell’Apocalisse”. Concluderemo ad Ottobre con le solenni celebrazioni con la Processione e festeggiamenti come fatto finora ogni anno.
Esistono nel quartiere sacche di povertà e di solitudine anche per invecchiamento della popolazione e come vengono affrontate? I giovai si mobilitano?
Le povertà sono anche il segno dei tempi, anche a causa dei fenomeni immigrativi. Colpiscono pure le famiglie italiane, che fanno fatica ad assicurarsi una vita dignitosa. Le richieste di aiuto sono tante. La Parrocchia, in collaborazione con la Caritas di Prefettura e diocesana, dà risposte di sostegno, sia sul piano alimentare sia con quello di ascolto con uno “sportello” Caritas. In più promuoviamo servizi di interventi sugli anziani, anche a domicilio, in collaborazione con le altre Parrocchie romane. Anche da noi registriamo un serio problema di calo demografico e di invecchiamento, su cui la Parrocchia cerca di intervenire, per ora, così, in attesa di interventi, che stiamo programmando, di preghiere domiciliari, sacramenti.
Sugli anziani, con visite a domicilio contro, anche, la solitudine, a cura dei gruppi ecclesiali che danno parole di fede e di rincuoramento. Poi, specialmente dopo il Covid, stiamo lavorando tanto sui giovani, per questo si sono costituiti gruppi giovanili, che ogni anno aumentano, con grande partecipazione; questi gruppi di accoglienza si chiamano “Kos”.
Perché, secondo Lei, da tempo qui vediamo celebrare più funerali che matrimoni: è un fatto demografico, oppure la piazza davanti alla chiesa scoraggia i matrimoni perché poco decorosa? O, che altro?
La piazza no, essa la considero attrattiva perché comoda e spaziosa. La chiesa poi, affaccia sulla piazza che si anima di tanti bambini e famiglie, specie dopo l’uscita dalle scuole. Detto questo, però, è evidente un certo degrado: mancano la pulizia, i cestini porta rifiuti, ecc….. I volontari della parrocchia, periodicamente, intervengono pulendola, specie per importanti occasioni. I pochi matrimoni? I giovani oggi scelgono di convivere e ci si sposa di meno in chiesa, e quei pochi preferiscono sposarsi nelle chiese storiche di Roma. Altro problema centrale per noi è la fede. Abbiamo iniziative già in atto per la riscoperta della fede come riscoperta del battesimo e ancora della trasmissione della fede tra generazioni.
2026. Campetto di calcio di proprietà della Chiesa S. Gerardo Maiella
Nel corso degli aiuti ai residenti, colpiti dalla forte esplosione alla pompa di benzina in Via dei Gordiani nel 4 luglio 2025, che causò la morte di un addetto al servizio di benzina, la parrocchia si è attivata per offrire assistenza e pasti caldi alla popolazione delle case, dell’impianto sportivo comunale di Villa De Sanctis e della scuola di Via Balzani, vicini alla pompa, ospitando una mensa improvvisata dentro i locali della Chiesa stessa, collaborando con la Caritas e la Protezione Civile.
4 luglio 2025. Danni causati dallo scoppio
Luglio 2025. Foto di allestimento di una mensa d’emergenza dentro i locali della parrocchia per i residenti le cui case furono danneggiate dalla fortissima esplosione, con l’aiuto della Protezione Civile e l’interessamento del Municipio V (in particolare di Massimo Piccardi).
La Piazza omonima… che spiazza
2026. Largo S. Gerardo Maiella
Non è in una condizione decorosa Piazza S. Gerardo Maiella, lo dimostra il fatto che, da decenni, non si celebrano più matrimoni, ma solo funerali e Comunioni. Recinzioni divelte, mattonato precario, panchine posticce, alberi quasi niente, pulizia per carità.
Da una nostra ricerca sullo stato di quasi abbandono della piazza che sovrasta la zona, tra gli uffici di Tecnocasa e quella della Chiesa di San Gerardo Maiella, sappiamo che l’ampia area omonima, nel 2027, tornerà al Comune di Roma. Questo significherebbe, finalmente, il superamento delle diatribe, con rimpallo di responsabilità, tra Ama (pulizia della piazza), Comune (manutenzione della stessa) e i proprietari dei box auto sotterranei la piazza stessa (box costruiti dalla coop.va “Non solo abitare” in base al Piano Urbano Parcheggi/Pup).
I proprietari dei box, finora, erano tenuti a manutenerla in base all’articolo 14 della Concessione tra Comune di Roma e Cooperativa realizzatrice. Questo scaricabarile, però, ha ostacolato il buono stato di mantenimento e di decoro complessivo dell’area.
A noi, sinceramente, la piazza omonima del Santo…. ci spiazza. Sembra solo un grande contenitore: non ci sono giochi attrezzati per bambini, né quella fontana centrale che dà gioia e decoro; in estate è assolata per mancanza di alberi ombrosi; mancano, ad esempio, scacchiere disegnate in terra per i giochi della dama o degli scacchi o per il divago per bambini, come è carente dei mezzi di comfort dei frequentatori.
In Italia, il Rinascimento ci ha consegnato le più belle piazze, siamo i maestri della più grande invenzione urbanistica italiana, dopo le Agorà (luoghi di raduno) greche e i Fori romani. Facciamo un appello agli amministratori pubblici e ai cittadini: Largo S. Gerardo Maiella diventi il “Rinascimento” della periferia del Prenestino Labicano, rivedendone le forme, l’estetica, anche quelle della socialità dei residenti.
I link degli articoli già pubblicati
https://abitarearoma.it/casilino-23-storia-di-una-comunita-1/
https://abitarearoma.it/casilino-23-storia-di-una-comunita-2-il-palazzo-rosso-dellaic/
https://abitarearoma.it/casilino-23-storia-di-una-comunita-4-la-cooperativa-acli-le-muse/
https://abitarearoma.it/casilino-23-storia-di-una-comunita-6-matrico-unaltra-presenza-storica/
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