Case per i poliziotti nel centro storico e un presidio fisso in via Prè, Piantedosi e Salis presentano il piano per la sicurezza

Genova. Un presidio fisso di polizia in via Prè, edificio quasi pronto per essere adibito a questo scopo, ma anche alloggi per i poliziotti nelle zone più critiche della “città vecchia”, un potenziamento della squadra mobile e l’impiego dei “Falchi” nelle situazioni di maggiore complessità, 1 milione e 160 mila euro per assunzioni e straordinari nel corpo dei vigili urbani, oltre a tutte quelle azioni di miglioramento sociale e urbanistico che vanno dall’illuminazione all’apertura di aule studio e co-working.
Sono alcuni degli elementi che compongono il piano per la sicurezza e contro il degrado nel centro storico di Genova, presentati al termine del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, oggi, dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dalla sindaca di Genova Silvia Salis.
Alla riunione – mentre fuori dal palazzo, in via Roma, proseguiva il presidio a oltranza dei lavoratori ex Ilva – presenti, tra gli altri, anche la prefetta Cinzia Torraco, il capo della polizia di Stato Vittorio Pisani, la questora Silvia Burdese (ma anche il prossimo, Salvatore Gargiulo), il capo della procura Nicola Piacente, i vertici di carabinieri, guardia di finanza e polizia locale e l’assessora alla Sicurezza del Comune Arianna Viscogliosi. Anche il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, pur non essendo previsto al tavolo del comitato, ha voluto incontrare Piantedosi. Un “fuori programma” che ha portato a un rapido scambio, probabilmente, proprio sul tema ex Ilva.
Salis e Piantedosi hanno entrambi confermato la soddifazione per la “collaborazione” e il “lavoro di squadra”. Poi sono entrati nel dettaglio del piano su cui Viminale e Comune di Genova lavorano dall’inizio dell’estate. Un paio di mesi fa l’amministrazione civica ha presentato al ministero un dossier delle problematiche, con una mappa specifica e una serie di richieste oltre, naturalmente, ad alcune proposte su cui ha competenza. Gli uffici di Piantedosi si sono presi il tempo per capire su che cosa potevano dare, da subito, risposte concrete. Ed ecco quindi i risultati ottenuti e quelli di prossima attuazione.
“Agiremo sia in termini di assegnazioni di risorse sia rendendo sistematici alcuni interventi che abbiamo già sperimentato con molto profitto, come ad esempio i servizi ad alto impatto – ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – con l’aggiunta di risorse che destineremo, specialisti con cui supporteremo l’attività dalla Squadra Mobile, oppure con unità di operatori, i cosiddetti Falchi, personale addestrato per interventi proprio in contesti complicati”.
Piantedosi ha assicurato l’impiego di risorse economiche del “fondo sicurezza urbana”, in particolare 1 milione e 160 mila euro per accompagnare alcuni interventi che il Comune ha già programmato di fare e che possono essere l’assunzione a a tempo determinato o il pagamento di straordinari della polizia locale, oppure interventi in qualche modo che accompagnano l’azione delle forze dell’ordine nella riqualificazione territoriale di questi contesti”.
Uno degli aspetti più importanti sarà, ad ogni modo, il presidio costante del centro storico. In forma diretta – con l’apertura, prevista tra fine anno e l’inizio 2027 – di un punto di polizia in via Prè 26 e 26 rosso e con la prospettiva di mettere a disposizione alloggi per i poliziotti proprio nei “caruggi”.
“Dopo le richieste di Genova – ha affermato la sindaca Silvia Salis – il ministero ha messo a terra un progetto molto importante, che ovviamente coinvolge le forze di polizia e che coinvolge il Comune e la nostra polizia locale e che passa dalla presenza delle forze dell’ordine ma anche attraverso la creazione di presidi sociali, l’illuminazione, quella socialità di cui sempre di più ha bisogno il centro storico”.
“Siamo vicini – continua Salis – a tutti i commercianti e gli abitanti, abbiamo ascoltato il loro grido di aiuto e l’abbiamo riportato al ministero che oggi è qua per un piano comune. Siamo certi che darà i suoi frutti e colgo con grande grande soddisfazione la proposta di creare un punto di polizia all’interno di una delle aree più critiche, così come la loro richiesta di destinare alloggi ai poliziotti in modo da avere una presenza costante, una presenza di decine se non di centinaia di poliziotti, a tutte le ore del giorno e della notte”.
Il Comune si metterà immediatamente al lavoro per reperire le abitazioni da mettere a disposizione degli agenti di polizia, come proposto dallo stesso capo della polizia Vittorio Pisani, tra le possibilità c’è anche quella di destinare qualche spazio sottratto alla criminalità organizzata nell’ambito di confische, se ci saranno siti idonei, più che altro per una ragione simbolica. Mentre per quanto riguarda il posto di polizia, si tratta solo di ristrutturare rapidamente un edificio già pronto.
Per quanto riguarda l’organico delle forze di polizia, Piantedosi ha ricordato alcuni numeri relativi agli ultimi due anni: “Qui abbiamo destinato tra il 2025 e il 2026 circa 860 unità delle forze di polizia colmando praticamente tutto l’imponente turn over e anzi con un surplus, rispetto al turn over, di oltre 150 persone. A oggi abbiamo 154 unità di personale in più tra le forze di polizia di quanto ne registravamo al 31 dicembre 2024, un segno di attenzione che prelude anche a quello che faremo per l’anno in corso. Il piano delle assegnazioni per il 2027 è ancora da quantificare, però. “Ma credo che il trend sarà ancora positivo rispetto al turn over”, ha detto il ministro.
Piantedosi ha sottolineato come tra le criticità sia primaria quella di fenomeni come lo spaccio di stupefacenti: “Lo spaccio di droga, compiuto prevalentemente da cittadini stranieri in condizioni di irregolarità, per cui nella pianificazione prevediamo la possibilità di incidere su questa parte del problema, in modo che le persone che vengono rintracciate nell’atto dei servizi siano poi successivamente allontanate ed espulse dal territorio cittadino e nazionale”.
A questo punto è stato quindi toccato uno dei temi più caldi, quello relativo all’ipotesi di un Cpr sul territorio genovese. Nei mesi passati il Viminale aveva chiesto al Comune di Genova che aprisse le porte alla realizzazione di una struttura di questo tipo “in cambio” della firma dei cosiddetti patti per la sicurezza. Salis aveva definito la proposta “irricevibile”.
Piantedosi non si sbilancia, ma neppure si arrende: “Noi avremmo un programma per fare Cpr un po’ in tutti i luoghi dove serve, quindi anche qui. Lo dico in prospettiva, fare un Cpr anche in Liguria e quindi anche a servizio della città di Genova sarebbe sarebbe ottimale”.