Liguria

Case e ospedali di comunità, Bucci: “Nessun ritardo”. A marzo apre l’ex Trucco di Bolzaneto


Genova. “Il problema non esiste”. Così il presidente della Regione Marco Bucci risponde ai rilievi della Corte dei conti che, nella relazione al Parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali, evidenzia il rischio “concreto e imminente” di sforare le scadenze europee su case e ospedali di comunità che devono essere completati entro marzo 2026.

“L’analisi dice la verità, ma non completa – risponde il governatore correggendo i dati della relazione -. Noi ne abbiamo inaugurate 16 su 32 e saranno tutte inaugurate entro fine marzo, quindi il problema non esiste”.

“Sugli ospedali di comunità, quelli finanziati dal Pnrr saranno tutti inaugurati entro i termini“, riferisce Bucci. Ci sono infatti due strutture che si appoggiano ai fondi per l’edilizia sanitaria ex articolo 20, Busalla e Campo Ligure. “Questi due andranno avanti sino a fine anno, però sono fuori dal Pnrr, quindi il problema non si pone”, sottolinea il presidente, che sposa la filosofia del mal comune mezzo gaudio: Ci sono forse due regioni che sono in linea col Pnrr, quindi non riguarda solo la Liguria”.

Dopo anni di ritardi apre a marzo l’ex Trucco di Bolzaneto

La vera notizia (e anche quella più attesa) è che – come riferisce l’assessorato alla Sanità – entro marzo è prevista l’apertura almeno di tre piani (se non quattro) della nuova casa di comunità all’ex Trucco di Bolzaneto, di fatto l’unica struttura realizzata ex novo tra quelle comprese nel piano.

Quella di Bolzaneto sarà una casa di comunità hub, punto di riferimento per la sanità territoriale in Val Polcevera e Valle Scrivia. Tra i servizi previsti secondo la normativa ci saranno medici e infermieri presenti 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, assistenti sociali, ambulatori, punto prelievi, diagnostica di base, Cup, consultorio, vaccinazioni e sportelli (protesica, disabili, antiviolenza). La struttura di via Pastorino avrà una superficie complessiva di 4.500 metri quadrati.

Secondo la relazione in possesso della Regione, il cantiere sta procedendo “con la massima celerità possibile” su doppi turni: giornalmente sono presenti tra le 40 e le 50 unità lavorative. Il completamento e l’attivazione della struttura sono previsti “entro il 31 marzo 2026, nel rispetto delle scadenze del Pnrr, con i piani compresi tra il piano terra e il piano quarto che garantiranno pienamente l’esercizio delle funzioni sanitarie previste”.

L’edificio, che un tempo ospitava un centro di formazione professionale, doveva essere pronto già da anni. I lavori, presentati in pompa magna il 1° agosto del 2020, in piena campagna elettorale per le regionali del successivo autunno, dovevano terminare in origine nel 2022. Un sopralluogo nel 2024 aveva evidenziato pesanti criticità strutturali su una colonna portante. L’area era stata messa in sicurezza da una ditta incaricata dalla Asl e i lavori erano ripresi con l’obiettivo di consegnare la struttura nella primavera 2025. Nel frattempo è stato necessario modificare nuovamente il progetto e i tempi si sono ulteriormente dilatati. Il costo dell’intervento, da 11,5 milioni iniziali (di cui 6 milioni coperti dal Pnrr) è lievitato a 14,4 milioni, con la cifra extra coperta quasi in toto dalla Regione.

La Corte dei conti: criticità su pagamenti alle aziende e personale

La Corte dei conti mette in luce anche una criticità di ordine finanziario: “La Regione ha trasferito alle aziende solo le anticipazioni, mai i saldi, creando squilibri di cassa che compromettono la capacità operativa”. “A me non risulta – risponde Bucci -. Noi paghiamo a saldo, quindi se fanno i lavori paghiamo, se non fanno i lavori non paghiamo“.

E poi, sullo sfondo, il rebus del personale. “In alcuni casi i medici non coprono tutte le 12 ore che abbiamo fissato, però stiamo lavorando per avere entro fine marzo la copertura totale. Non ci sono case di comunità senza medici”. Ed è proprio in attesa dei medici di famiglia che alcune case di comunità stanno ritardando l’apertura, pur avendo gran parte delle dotazioni già funzionanti. Per la Corte dei conti, inoltre, mancano circa 100 infermieri per farle funzionare. “Gli infermieri mancano in generale, non tanto nelle case di comunità – puntualizza Bucci -. Appena escono dal corso universitario li prendiamo”.




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