Casa Lilla, la risposta del FVG all’emergenza dei disturbi alimentari
15.03.2026 – 11.30 – Il 15 marzo di ogni anno, l’Italia si tinge di viola: la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla è l’occasione per riflettere in maniera consapevole e approfondita sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, realtà che tocca oltre 3 milioni di persone nel nostro Paese. Le stime più recenti del Ministero della Salute e degli osservatori epidemiologici rivelano che i casi di patologie come anoressia nervosa, bulimia e binge eating sono aumentati in modo significativo negli ultimi anni: ad essere maggiormente colpite sono le donne, che si ammalano con un’incidenza fino a nove volte superiore rispetto agli uomini. Tuttavia, l’incremento dei casi ha interessato nell’ultimo periodo anche gli adolescenti di sesso maschile e i giovani adulti tra i 18 e i 29 anni. In generale, le diagnosi di DCA tendono ad essere sempre più precoci, con sintomi che possono manifestarsi già tra gli 8 e i 9 anni d’età.
A contribuire all’aumento dei DCA in Italia è stata la pandemia di Covid-19: dopo il 2020, i casi sono aumentati fino al 30-35%, complice l’isolamento sociale e l’intensificarsi di stress e fragilità emotive in età adolescenziale. A questo si è aggiunta una crescente pressione culturale sulla performance e sull’immagine, spesso esacerbata dai modelli irreali promossi sui social media. Seconda causa di morte tra i giovani italiani, i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione vengono spesso sottostimati all’insorgere dei primi sintomi, con conseguenti e deleteri ritardi nella diagnosi e nel trattamento. Le famiglie si trovano spesso ad affrontare percorsi complessi, che richiedono un’integrazione costante tra supporto clinico, psicologico e sociale: in questo contesto, la sensibilizzazione rimane fondamentale per eliminare lo stigma, diffondere maggior consapevolezza e favorire così l’accesso tempestivo alle cure.
Proprio in occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla, il Friuli Venezia Giulia ha presentato un progetto che costituisce un passo concreto nella presa in carico dei disturbi alimentari: si chiama “Casa Lilla” ed è il primo centro regionale residenziale dedicato al trattamento dei DCA. La struttura, ospitata negli spazi della residenza riabilitativa ad alta intensità di Camino al Tagliamento (UD), accoglierà inizialmente dodici persone già seguite dai servizi territoriali. Il centro offrirà un percorso integrato che prevede interventi educativo‑riabilitativi, supporto socioassistenziale e attività complementari pensate per accompagnare gli ospiti in un processo di recupero graduale e personalizzato. L’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, ha sottolineato come l’iniziativa risponda a un bisogno reale e crescente, evidenziando la necessità di strutture capaci di affrontare anche le forme più complesse e croniche dei disturbi alimentari. La Regione ha inoltre annunciato l’avvio, previsto per il mese di maggio, di un secondo centro a Roveredo in Piano, nel Pordenonese.
L’obiettivo del Friuli Venezia Giulia è chiaro: costruire una rete di servizi che permetta alle famiglie di trovare risposte adeguate senza doversi rivolgere a strutture site in altre regioni. Casa Lilla rappresenta così il primo tassello di un sistema che punta sull’integrazione tra sanità, servizi sociali e associazioni del territorio, con l’intento di garantire continuità assistenziale e percorsi terapeutici più efficaci. La Regione mira a estendere progressivamente questo approccio ad altre aziende sanitarie locali, creando un sistema capace di accompagnare i pazienti nelle diverse fasi della cura e sostenere le famiglie nel lungo periodo. In un momento in cui l’incremento dei casi di DCA si scontra sempre di più con una carenza di strutture specializzate, il Fvg sceglie di investire in prossimità, assistenza e collaborazione, ponendo le basi per un modello che potrebbe diventare un riferimento anche oltre i confini regionali.
[b.m.]



