Cultura

Carwyn Ellis and Rio 18

Nella recente intervista esclusiva per OndaRock, Carwyn Ellis ha ribadito l’irrefrenabile passione per la musica latinoamericana, nello stesso tempo confermando una curiosità onnivora che include ascolti disparati: Miles Davis, Beastie Boys, Grateful Dead, Grace Jones, Michel Legrand, Harry Hosono, Kid Creole. Con un così ricco bagaglio musicale, il musicista gallese affronta una delle pagine decisive della propria carriera.
“Haf” non è semplicemente il seguito naturale del precedente album “Fontana Rosa” (uscito solo in vinile e ora incluso nella versione cd del nuovo disco), Carwyn Ellis amplia ulteriormente lo spettro sonoro, per un progetto che mette insieme tutti i tasselli di un’evoluzione artistica che sembra aver finalmente raggiunto la giusta maturità espressiva.

Ellis dedica il disco alla sua defunta maestra di musica, Haf Morris, la copertina è stata invece realizzata durante il carnevale di Rio, mentre per il mix definitivo dell’album (sono numerosi i produttori coinvolti nel progetto), è stato coinvolto il celebre produttore Kassin, che ha avuto un ruolo fondamentale nella svolta musicale del compositore gallese.
La fusione di psichedelia, musica latino-americana, soul e yacht-pop è decisamente più a fuoco: “Haf” è come un puzzle perfettamente incastonato nel quale Carwyn Ellis cita senza timore passioni e fonti d’ispirazione.

Per la trascinante “Gwenyn Y Gwanwyn” l’autore mette insieme il duo Antônio Carlos & Jocáfi con il rap di Marcelo D2; è invece il funksoul brasiliano di Cassiano al centro della vibrante “Tonnau Ar Tonnau”: non solo il titolo è un esplicito riferimento a un successo di Cassiano (“Onda” ovvero Ton in gallese), ma per la realizzazione del brano è stato chiamato il bassista che ha suonato nella versione originale, Paulo Cesar Barros.
In questa festosa sequenza di citazioni e omaggi alla tradizione latinoamericana, l’autore passa da eleganti arrangiamenti alla Lalo Schifrin (la sezione fiati per la splendida bossa nova di “Bella Estrella) a romanticherie in stile Burt Bacharach, come la title-track.
Le attitudini più pop fanno invece capolino nell’esotico dance-pop alla Kid Creole di “Como Te Amo” e nel raffinato psych-soul della sensuale “Shades Of Red”, che si avvale della presenza di Nina Miranda (Smoke City).

Alla consolidata attenzione per la musica brasiliana e per la bossa nova (“Whistling Sands”) il nuovo album di Ellis accosta vibrazioni che provengono dalla musica cubana e panamense (Ruben Blades è un altro idolo del gallese), in quest’ottica vanno lette le due pagine più introverse e malinconiche di “Haf”, la delicata “Nos Da”, che chiude l’album, e la splendida ballata “Lágrimas Frías”, ulteriore prezioso tassello di un disco che in questi giorni uggiosi è come un raggio di sole primaverile.

27/02/2026




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