Carwyn Ellis and Rio 18
“Haf” non è semplicemente il seguito naturale del precedente album “Fontana Rosa” (uscito solo in vinile e ora incluso nella versione cd del nuovo disco), Carwyn Ellis amplia ulteriormente lo spettro sonoro, per un progetto che mette insieme tutti i tasselli di un’evoluzione artistica che sembra aver finalmente raggiunto la giusta maturità espressiva.
Ellis dedica il disco alla sua defunta maestra di musica, Haf Morris, la copertina è stata invece realizzata durante il carnevale di Rio, mentre per il mix definitivo dell’album (sono numerosi i produttori coinvolti nel progetto), è stato coinvolto il celebre produttore Kassin, che ha avuto un ruolo fondamentale nella svolta musicale del compositore gallese.
La fusione di psichedelia, musica latino-americana, soul e yacht-pop è decisamente più a fuoco: “Haf” è come un puzzle perfettamente incastonato nel quale Carwyn Ellis cita senza timore passioni e fonti d’ispirazione.
Per la trascinante “Gwenyn Y Gwanwyn” l’autore mette insieme il duo Antônio Carlos & Jocáfi con il rap di Marcelo D2; è invece il funk–soul brasiliano di Cassiano al centro della vibrante “Tonnau Ar Tonnau”: non solo il titolo è un esplicito riferimento a un successo di Cassiano (“Onda” ovvero Ton in gallese), ma per la realizzazione del brano è stato chiamato il bassista che ha suonato nella versione originale, Paulo Cesar Barros.
In questa festosa sequenza di citazioni e omaggi alla tradizione latinoamericana, l’autore passa da eleganti arrangiamenti alla Lalo Schifrin (la sezione fiati per la splendida bossa nova di “Bella Estrella) a romanticherie in stile Burt Bacharach, come la title-track.
Le attitudini più pop fanno invece capolino nell’esotico dance-pop alla Kid Creole di “Como Te Amo” e nel raffinato psych-soul della sensuale “Shades Of Red”, che si avvale della presenza di Nina Miranda (Smoke City).
Alla consolidata attenzione per la musica brasiliana e per la bossa nova (“Whistling Sands”) il nuovo album di Ellis accosta vibrazioni che provengono dalla musica cubana e panamense (Ruben Blades è un altro idolo del gallese), in quest’ottica vanno lette le due pagine più introverse e malinconiche di “Haf”, la delicata “Nos Da”, che chiude l’album, e la splendida ballata “Lágrimas Frías”, ulteriore prezioso tassello di un disco che in questi giorni uggiosi è come un raggio di sole primaverile.
27/02/2026




