Carte false, Comune di Ancona beffato: ingegnere finisce sott’accusa
ANCONA Carte false inserite in una pratica edilizia per la realizzazione di un soppalco e di una veranda. Parte da questa base accusatoria, ancora tutta da provare in aula, il procedimento che la procura dorica ha incardinato nei confronti di un ingegnere che deve rispondere di falso ideologico. Per il libero professionista l’udienza pre-dibattimentale è stata fissata al 20 marzo, quando il giudice dovrà decidere sull’eventuale prosecuzione del processo. A meno che la difesa dell’ingegnere non decidere di procedere con riti alternativi.
Le parti
In quell’occasione si costituirà parte civile il Comune di Ancona. È stato così deciso nell’ultima riunione di giunta, su proposta dell’assessore agli Affari Legali, l’avvocato Antonella Andreoli. Come parte offesa compare anche la Regione Marche, altro ente in campo in questa vicenda che riguarda il comparto edilizio. I fatti risalgono al settembre del 2024, durante un controllo operato dagli agenti della polizia locale di Ancona. Avevano riscontrato una difformità nella pratica edilizia portata avanti dall’ingegnere per realizzare, per conto di un privato cittadino, un soppalco e una veranda.
Cosa avevano riscontrato? Un documento presumibilmente falso e finito al centro dell’indagine portata avanti dal pm Ruggiero Dicuonzo. Stando alla ricostruzione accusatoria, l’ingegnere avrebbe falsificato un provvedimento con il quale era rilasciato un parere favorevole per una sanatoria edilizia da parte della Direzione regionale di Protezione civile e sicurezza del territorio (settore rischio sismico) facendolo apparire come rilasciato a favore della pratica che stava seguendo per conto di un privato e legata alla costruzione di una veranda e di un soppalco. Una scorciatoia burocratica, quella contestata dalla procura, in cui però si erano imbattuti gli agenti della polizia locale di Ancona durante alcuni controlli. Tra poco più di due settimane, la parola al giudice.




