Friuli Venezia Giulia

Carso e Valsugana in un piatto, la cena a quattro mani che unisce biodiversità ed etica VIDEO

06.12.2025 – 18.50 – Trieste ha ospitato una serata dedicata alla biodiversità e alla cultura gastronomica con la cena a quattro mani “Tra Carso e Valsugana, la biodiversità a tavola”, organizzata da Mimì e Cocotte nell’ambito di Farmer & Artist 2025. Protagonisti due cuochi dell’Alleanza Slow Food, Paolo Betti e Giovanna Abbondanza, che hanno costruito un percorso enogastronomico tra i sapori del Carso triestino e le montagne trentine. Prima dell’inizio della cena, i due chef hanno illustrato ai nostri microfoni la filosofia alla base dell’iniziativa. «Sono fortunato a essere ospite qui — ha spiegato Betti —. Vengo dal Trentino e portiamo un po’ di contaminazioni. Siamo cuochi dell’Alleanza Slow Food: è il nostro modo di pensare la cucina». Originario di Pergine Valsugana, Betti ha guidato per dodici anni il Rifugio Maranza e oggi porta la sua filosofia su ruote con lo Slow Truck, presente a eventi come Terra Madre 2024. «Il cibo è cultura quando si produce, si prepara e si consuma — sottolinea lo chef —. Cucinare è un’azione culturale e un impegno etico verso produzioni sostenibili e ingredienti locali».

Il menu ha valorizzato ingredienti rari e Presìdi Slow Food. L’antipasto ha visto protagonista uno sformatino di Casolet del Caseificio Turnario di Peio accompagnato da crema e cimette di Broccolo di Torbole, servito con una cialda di pane di segale. «È un prodotto sempre più raro, che soffre la stagionalità e gli effetti del cambiamento climatico», ha ricordato Abbondanza. Il primo piatto ha unito simbolicamente Carso e Valsugana con gnocchi di polenta di Mais Spin e ragù di pecora carsolina. Tra i secondi, il Tonco del pontesel con polenta di patate, mentre per il dessert è stata servita la Rosada della Valsugana con castagne e croccante di sesamo. In abbinamento, vini del territorio: Malvasia e Terrano dell’azienda Budin e Enantio a piede franco della cantina Bongiovanni, anch’esso Presidio Slow Food. La cena, che ha raccolto curiosi e appassionati, si inserisce in una serie di iniziative che valorizzano prodotti locali e filiere virtuose: molti degli ingredienti protagonisti dei piatti saranno disponibili al Mercato Coperto di Trieste, consentendo ai partecipanti di proseguire l’esperienza a casa. Tra i fornelli, due chef raccontano territori, tradizioni e storie di comunità, trasformando ogni piatto in un’esperienza culturale e sensoriale, all’insegna della biodiversità e della cucina etica.

[f.v.]




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