Ambiente

Carrello esotico, dai germogli di soia al kale e l’avocado costa -30% di 20 anni fa – In breve

L’avocado, usato solo per il
guacamole fino a 20 anni fa, oggi è tra i superfood che
campeggia nella colazione degli italiani, costando fino al 30%
in meno. Il kale, il cavolo riccio da foraggio, è diventato il
simbolo del benessere: si mangia in insalata, si trasforma in
chips al forno o si beve nei frullati verdi. Stessa cosa per i
germogli di soia conosciuti nei primi ristoranti giapponesi,
oggi hanno sostituito la classica lattuga nelle insalate più
cool. E mentre la patata classica ha ceduto il passo a quella
dolce a pasta arancione, la preferita di chi frequenta le
palestre grazie al basso indice glicemico, l’influenza della
cucina hawaiana e asiatica ha introdotto verdure ‘di mare’ e
contorni come l’insalata di alghe wakame, che nel 2006 nessuno
avrebbe mai mangiato come spuntino. E’ la nuova la geografia dei
consumi italiani, influenzata da un mix tra benessere funzionale
e digitalizzazione dell’estetica culinaria, protagonista alla
nuova edizione di Fruit Logistica di Berlino, la più importante
manifestazione fieristica mondiale da domani al 6 febbraio.

   
Secondo i dati del Centro Servizi Ortofrutticoli, i consumi
di frutta esotica hanno registrato una crescita esponenziale
superando le 900mila tonnellate annue. Ma a cambiare però sono
anche i prezzi, con l’avocado passato dai 3,50 fino a 5 euro al
pezzo, a 2,50 euro, grazie anche alla nuova produzione nel Sud
Italia. A subire maggiori rincari, paradossalmente, sono i
prodotti tradizionali, con le mele passate da 1,20 euro/kg a
2,30 euro/kg, segnando un aumento del 91% o i pomodori da 1,50
euro/kg a 3,10 (+106%). Ma a cambiare è anche il valore del
carrello dove a pesare è il servizio. Secondo il rapporto
NielsenIQ del 2025, il 35% del fatturato del reparto ortofrutta
deriva da quarta e quinta gamma, insalate già lavate, zuppe
pronte e frutta già tagliata, con un consumatore disposto a
pagare un sovrapprezzo del 40-50 per cento per risparmiare
tempo. E se la mela resta il frutto più acquistato nei banchi
per volume, la varietà ‘mirtilli, mango, patate dolci’ dettano
il valore economico del settore, segnando il passaggio da una
dieta di sussistenza e tradizione a una di performance e stile
di vita.

   

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