Caroline – Live @ Arci Bellezza (Milano, 28/03/2026)

Passano per la prima volta da Milano anche i Caroline, nella stessa sera, per altro, di un ulteriore debutto, quello dei Brigitte Calls me Baby, a pochi chilometri da qui, insomma serata di prime volte appunto, per due progetti diametralmente opposti, ma entrambi interessanti quanto di qualità, sorta di futuro che avanza.
Tornando ai nostri Caroline, sono in giro in Europa per presentare l’acclamato sophomore, uscito lo scorso anno, che bissa il primo capitolo datato 2022,secondo lavoro in studio, che porta lo stesso nome del primo, omonimo, semplicemente con l’aggiunta di 2. Va detto che il collettivo inglese recupera con un piglio di originalità lampante tutti quei dogmi del folk libero e quelle atmosfere dilatate di un certo post-rock, per una sorta di progetto fuori dal tempo.
Sperimentazione a profusione e tutto il contrario di qualcosa di canonico e forse, anche per questo motivo, siano stati in grado di catturare un certo interesse, nonostante, come dire, non ci sia una fruibilità popolare di fondo, forse l’esperimento o collaborazione, che dir si voglia, con l’omonima Caroline Polacheck, che sconfina in un pop ricercato, ma, senza esagerare, quasi classico, possa aver dato loro una certa visibilità, non a caso “Tell me I never knew that”, è pure il brano più strimmato.
Stasera l’ennesimo sold out all’Arci Bellezza, con un pubblico caldo, attento e partecipe per un concerto, mastodontico per certi versi.
Piccolo passo indietro per menzionare, giustamente, il guest d’apertura, Alberto Boccardi, producer milanese (credo), che riscalda l’atmosfera con una sapiente elettronica minimal e raccoglie sinceri applausi.
Quindi Caroline per le 21,20, che, posizionati a mo’ di ferro di cavallo, convogliano in un’ora e venti, tutto il loro approccio ad una musica libera. La “freeform” delle canzoni percepita su disco, qui assume ancora più carisma. Trombone, violini, sax, affiancati da una base ritmica e strumenti più convenzionali come chitarre e bassi, per una vera e propria orchestra moderna, sperimentale ed eccentrica. Un songwritong, classico alla radice, che è solo l’imprinting della loro ricerca, che prende direzioni inaspettate e senza compromessi, con l’apice toccato dalla stessa “Coldplay cover”, quindi una canzone che sintetizza due gruppi distinti che suonano due brani altrettanto tali in, ovviamente, due stanze diverse, stasera, per riprodurre, quest’insolito esperimento discografico, metà da una parte del palco e metà, chiaramente, nell’altra parte, tutto riuscitissimo di per se. La setlist è presto che fatta, occupata soprattuto dall’osannato album più recente, finito tra le preferenziali di tanti addetti ai lavori, a testimoniare, di, come, spesso, ci sia bisogno di qualcosa che non badi a spese e vada otre in tutti i sensi.
Altro grande progetto che passa dal Bellezza.
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