Molise

Carnevale in Molise, si rinnova la danza forsennata del Diavolo di Tufara (FOTO) – isNews

Una maschera antica le cui origini si perdono nella notte dei tempi, che richiama riti pagani e simboli mitologici


TUFARA. Carnevale in Molise, torna la danza forsennata del Diavolo di Tufara, la maschera zoomorfa che compare l’ultimo giorno di Carnevale tra i vicoli del paese molisano. Si tratta di una tradizione antica, che richiama riti pagani e simboli mitologici, e che attira ogni anno numerosi visitatori e curiosi.

Il Diavolo di Tufara indossa sette pelli di capro, che secondo i riti pagani era l’animale in cui si manifestava la divinità. Ha un volto diabolico, con occhi rossi, denti digrignati, orecchie a punta e corna. Impugna un tridente, simbolo del potere e dell’autorità. Il suo colore prevalente è il rosso, che evoca il fuoco, la passione e il sangue.

Le origini e il significato di questa maschera si perdono nella notte dei tempi. Alcuni la riconducono alla rappresentazione della passione e della morte di Dioniso, il dio della vegetazione, del vino e dell’estasi, che moriva e rinasceva ciclicamente. Altri la collegano alla danza propiziatoria che i nostri antenati eseguivano per celebrare la fine dell’inverno e il risveglio della primavera. Altri ancora la interpretano come una danza liberatoria per scrollarsi di dosso le fatiche e le sofferenze della vita.

Il Diavolo di Tufara non è solo una maschera, ma anche un rito, che coinvolge tutto il paese e che si svolge secondo uno schema preciso. Il Diavolo appare all’improvviso tra le strade, scatenando il panico e il terrore tra la gente. Corre, salta, si rotola, si dimena, urla e cerca di sedurre chi incontra. È preceduto dalla Morte, vestita di bianco e armata di falce, che rappresenta la purificazione del seme che muore per dare vita alla pianta. È seguito dai Folletti, vestiti di nero e muniti di campanacci, che lo tengono a bada con delle catene, ma che non riescono a fermare la sua furia.

Il corteo si dirige verso il castello, dove si tiene il processo al Carnevale, impersonato da un pupazzo. Una giuria strampalata lo accusa di tutti i mali e lo condanna a morte, nonostante la difesa disperata dei suoi genitori. Il pupazzo viene gettato giù dal castello e finisce tra le braccia del Diavolo, che lo trafigge con il suo tridente. Muore il Carnevale, ma non la speranza, perché la madre ha già pronto un altro bambino, che assicura la continuità del rito.

Questo rito resta una delle tradizioni più affascinanti e misteriose del Carnevale molisano, che conserva il fascino e la forza di un’epoca lontana. È una manifestazione di cultura popolare, che esprime la vitalità, la creatività e l’identità di un territorio. È un’occasione di festa, di divertimento e di aggregazione, che coinvolge tutti i partecipanti in un clima di allegria e di spensieratezza.


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