Carnet di esperienze a Mantova tra arte antica e contemporanea
E’ l’inverno dell’arte e dell’architettura in quella Mantova che dopo essere stata la Manhattan del Rinascimento grazie alle sue torri tanto numerose, si propone come destinazione culturale sempre più attrattiva. Le prospettive alate che sono state ricavate sui tetti, attorno alle cupole, le vedute vertiginose offerte dai restauri di Palazzo del Podestà e della Ragione, l’apertura della Torre dell’orologio, dove spalancando individualmente le finestrelle si assiste allo spuntare dei tre laghi, tolgono il fiato. Mentre la Reggia di Palazzo Ducale ha riaperto tre ambienti in Corte Vecchia quali la Camera di Giove e Giunone, la Camera di Leda e la cosiddetta Stufetta, che hanno svelato decorazioni di epoca neoclassica visibili nel nuovo più ampio percorso, anche la Galleria Corraini, la Casa Museo dei Conti d’Arco, le collezioni antiche di Palazzo San Sebastiano che comprendono l’arte egizia e mesopotamica reclamano la meritata attenzione. Senza dimenticare quel Museo Diocesano Francesco Gonzaga che espone L’istante della Grazia – Annunciazioni di Giuseppe Bazzani. Il carnet di esperienze artistiche è dunque ingordo, senza dimenticare le ghiottonerie della Forneria Scaravelli e il romanticismo di una notte da trascorrere nella suite più elevata del Grand Hotel San Lorenzo per dare così del tu alla sottostante Rotonda costruita nel 1032.
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