Trentino Alto Adige/Suedtirol

Carlo Vettori: «Ritorno in consiglio comunale, presto sarà tutto chiarito» – Bolzano



BOLZANO. «Penso che a chiunque possa capitare di essere destinatario di un’indagine, senza che ciò debba rappresentare un pregiudizio per la propria vita personale e lavorativa. Le accuse di maltrattamenti in famiglia? Sono innocente». Carlo Vettori torna a parlare il giorno del suo (probabile) ritorno in consiglio comunale, oggi dopo mesi d’assenza. Era fine ottobre, quando il consigliere comunale di Fratelli d’Italia è stato denunciato dalla moglie dopo una lite domestica. La donna ha sostenuto di essere stata vittima di violenza fisica, facendo scattare il protocollo del “codice rosso”. La Procura ha chiesto l’allontanamento d’urgenza di Vettori dalla casa familiare, ricevendo il via libera del giudice. Accolto anche il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dai familiari, con il divieto di comunicare con loro, compresi i figli. Anche se ora il braccialetto elettronico gli è stato tolto (motivo per cui il sindaco Claudio Corrarati ha dato l’ok a riaccoglierlo in Consiglio) permane il divieto d’avvicinamento alla moglie e risulta ancora iscritto nel registro degli indagati per maltrattamenti in famiglia, lesioni e danneggiamento. Autosospeso dal partito, dimessosi dall’incarico di presidente del consiglio comunale, per Vettori ora il rientro in aula. Lo abbiamo intervistato.

Con quale stato d’animo torna tra i banchi del consiglio comunale?

Torno a fare ciò per cui i bolzanini mi hanno votato: essere membro della maggioranza che amministra Bolzano. Ho ricoperto diversi incarichi di responsabilità negli ultimi anni e ho sempre messo al primo posto gli interessi dei miei elettori.

Molte voci, sia dall’opposizione che dall’opinione pubblica, hanno invocato le sue dimissioni in queste settimane

Ho scelto di restare per rispetto degli elettori, della città di Bolzano e del ruolo che rappresento e in cui credo.

Da presidente del consiglio comunale invece si è dimesso subito

In realtà ho tenuto lo stesso approccio. Ho deciso così appena appresa la notizia dell’indagine a mio carico, perché ritengo che sia un ruolo apicale e di garanzia per l’intera aula e debba essere posto al riparo da attacchi mediatici.

Senza entrare nel merito del fascicolo, come risponde alle accuse che le vengono mosse? Ci presenta la sua versione dei fatti?

Ho grande rispetto per la magistratura e sono fiducioso che verrà chiarita la mia posizione rispetto all’incolpazione che mi riguarda. Credo nella presunzione di innocenza, che è un principio cardine del nostro ordinamento e ritengo che eventuali processi debbano svolgersi nelle aule di giustizia.

Non teme che la sua presenza con una misura restrittiva in atto (resta il divieto d’avvicinamento pur avendo tolto il braccialetto, ndr) possa in qualche modo gettare un’ombra o creare imbarazzo al partito che rappresenta?

Ritengo che il procedimento penale che mi riguarda non abbia alcun legame con la politica e il mio ruolo, che non deve esserne in alcun modo condizionato, essendo espressione della volontà degli elettori. Sono certo che il piano della realtà sarà presto ristabilito. Penso, tra l’altro, che a chiunque possa capitare di essere destinatario di un’indagine, senza che diventi un pregiudizio per la vita lavorativa.

Ha percepito solidarietà o freddezza all’interno della sua stessa area politica?

Nonostante tutto ho ricevuto anche molte chiamate di persone che mi hanno chiesto se avessi bisogno di qualcosa e numerose testimonianze di stima, anche nei momenti più difficili.

La maggioranza la sta aspettando, per tornare a poter contare su 25 voti su un totale di 45 consiglieri. Quel voto in meno sta pesando

Non è un voto in meno, semmai in più. All’inizio della consiliatura i numeri della maggioranza erano gli stessi; era l’opposizione ad avere un voto in più. Nei mesi in cui non sono entrato in aula la maggioranza è rimasta a 24, mentre l’opposizione a 19. Inoltre, io sono sempre stato a disposizione.

Tra le ipotesi sul tavolo si è parlato anche di un suo approdo al gruppo misto, qualora decidesse di mantenere il seggio senza dimettersi

Sono chiacchiere da bar. Contano i fatti. Sono stato eletto in un partito ben preciso, raccogliendo al suo interno preferenze personali. È il partito in cui credo e che ho scelto di rappresentare.

Al suo posto il consiglio comunale ha eletto Antonella Longo, consigliera di Fratelli d’Italia, alla presidenza dell’aula

Ho seguito attentamente i lavori d’aula, anche da remoto. Antonella sa tenere l’aula: è la donna giusta al posto giusto. Sono felice che il gruppo consiliare abbia scelto lei per succedermi; non avrei potuto indicare persona migliore.

Come giudica l’operato del sindaco Corrarati in questi primi mesi di mandato?

Il sindaco ce la mette tutta per affrontare le sfide che si presentano. Gli va riconosciuto l’impegno davanti ai tanti dossier aperti sull’agenda di Bolzano. Dopo 70 anni di governo della sinistra nel capoluogo, la maggioranza si trova a compiere un lavoro epocale. Non è semplice sbloccare una macchina amministrativa abituata a ragionare in un certo modo. Stiamo lavorando bene: i nostri assessori Patrizia Brillo e Tritan Miftyu si danno molto da fare e sono certo sapranno supportare il sindaco nel migliore dei modi.

La consigliera comunale Barbara Pegoraro ha comunicato la decisione di uscire dal gruppo consiliare La Civica per Bolzano. L’ha sorpresa?

Francamente non mi interessa. Sono solo felice che sia rimasta all’interno della maggioranza.




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