Carlo Conti: «Meloni all’Ariston se compra il biglietto», lei: «È FantaSanremo»
«Quando c’era Renzi sono stato definito renziano, oggi meloniano, domani sarò cinquestelliano. Per fortuna in questi 40 anni sono un uomo libero, ci tengo a essere indipendente nel mio lavoro: sono un giullare e orgogliosamente faccio il giullare». Le etichette politiche stanno strette a Carlo Conti, che alla vigilia del suo quinto festival rifiuta la definizione di normalizzatore, definisce «fantascienza» le presunte pressioni politiche sul caso del ritiro preventivo di Andrea Pucci e ripete di non aver invitato Giorgia Meloni: «È una libera cittadina, se compra il biglietto e vuole venire può farlo».
E dopo la smentita della Rai (e quella di Palazzo Chigi dei giorni scorsi), si fa sentire direttamente la premier, parlando sui social di «notizia totalmente inventata»: «A questo punto forse conviene ricordare a chi inventa notizie di sana pianta che il FantaSanremo è un gioco divertente per gli appassionati del Festival. Le notizie, invece, dovrebbero restare nel mondo reale. Nel frattempo – sottolinea Meloni – io continuo a fare il mio lavoro. E sono sicura che Sanremo saprà brillare senza ospiti immaginari. Perché è la più grande festa della musica italiana, e non serve infilarci a forza la polemica politica».
Conti difende la sua scelta di un festival largo, «una grande festa della musica con tanti sapori diversi», che non vuol dire silenziare le polemiche o rassicurare il Paese: «Io credo che la mia storia parli per me. Ho avuto sempre una Rai dalla mia parte, ma in assoluta autonomia. Preferisco che si dica che io non so fare il mio mestiere piuttosto che qualcuno mi abbia obbligato a prendere un ospite, o mi tiri per la giacca per favorire questo o quel comico o artista al festival. Quindi – precisa – ringrazio i dirigenti Rai di oggi, di ieri e spero sempre anche di domani che lasciano perfetta autonomia a me e a tutti i direttori artistici che si sono alternati sul palco».
Quanto alle scelte da normalizzatore, «ma Olly non è innovazione, Lucio Corsi all’Eurovision Song Contest non è innovazione?», replica il direttore artistico. «Ci sono Big partiti dai miei Sanremo Giovani, come Irama, Nigiotti, Meta, Gabbani, Brancale. Joan Thiele l’anno scorso era tra i Big, ieri era all’Arena di Verona: se non è innovazione questa». E si commuove ricordando Pippo Baudo, morto lo scorso agosto: «L’ho detto l’anno scorso, il mio festival è baudiano: immaginate la mia emozione, tocca a me fare il primo festival senza Pippo. Per questo è doveroso dedicarlo a lui, ho voluto intitolargli anche il camerino, ringrazio la famiglia Vacchino che ha voluto dedicargli il quaderno dell’Ariston, immaginate il mio onore nel vedere la mia foto con Pippo sulla copertina».
Ma «la più grande soddisfazione», ribadisce Conti, «è stato l’incontro con il presidente della Repubblica, il momento forse più importante della mia carriera. Mattarella ha detto parole importantissime, certificando che la musica leggera, il pop, Sanremo, anche questo è cultura». Al presidente, ricorda, «ho fatto notare che il festival è leggermente più giovane della nostra Repubblica che quest’anno compie 80 anni. E proprio nella prima serata abbiamo invitato una signora di Chiavari, Gianna Pratesi, 105 anni, che quel 2 giugno del ‘46 per la prima volta votò come tutte le donne che furono chiamate al seggio e ci regalarono questa meravigliosa Repubblica».
Se Sanremo è il nostro Super Bowl, un pò come «le Olimpiadi della musica», e si prepara al record di introiti pubblicitari, con un segno più rispetto alla raccolta da 65,3 milioni dell’anno scorso (dopo gli oltre 20 milioni incassati dalla Rai con i Giochi invernali), le porte dell’Ariston si spalancano per alcuni campioni simbolo di Milano Cortina: mercoledì sera saliranno sul palco Arianna Fontana, l’atleta italiana più medagliata della storia degli sport invernali, Francesca Lollobrigida, vincitrice di due ori olimpici, Lisa Vittozzi, primo oro olimpico italiano nell’inseguimento femminile, e due campioni paralimpici, lo sciatore Giacomo Bertagnolli con la guida Andrea Ravelli a Giuliana Turra per il wheelchair curling.
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