Calabria

Carlini: “Gara da tripla Frosinone-Catanzaro”

Lo scontro diretto fra le due formazioni più in forma del momento. Il Frosinone capolista e il Catanzaro dalle cinque vittorie consecutive. Una squadra che è passata dall’ultimo al primo posto nel giro di un anno e l’altra che si sta confermando da playoff dopo un inizio difficile. «Sabato sarà una gara da tripla fra due formazioni che vengono da un periodo di forma straordinario. Mi aspetto una sfida scoppiettante, con tanti gol, anche se non saprei pronosticare il risultato: può succedere di tutto, giocare in casa è un vantaggio per il Frosinone, ma non è detto che il Catanzaro non possa espugnare lo “Stirpe”, anche se complicato».
Il “conte” Max, Massimiliano Carlini ha lasciato il segno con tutte e due le maglie. Quella del Catanzaro l’ha indossata più di ogni altra nella sua lunga carriera da pro’, 87 presenze con 17 gol e nove assist fra l’inverno 2020 e l’estate 2022. Con il Frosinone qualcosa in meno per numero di partite (80, cinque reti e otto assist), ma per più tempo fra il settore giovanile e la prima squadra e con un peso specifico maggiore: «Lì sono stato quasi 10 anni ottenendo anche la prima storica promozione in A del club, è la mia seconda casa, ma pure a Catanzaro ho trascorso due anni e mezzo bellissimi». Alla soglia dei 40 anni che compirà ad agosto, Max continua a divertirsi, segnare e vincere nell’Eccellenza laziale con l’Alatri («Il campo è a cinque minuti da dove abito») dopo averlo fatto con il Terracina e nel Valmontone: il tempo passa, le magie restano. «Il Frosinone in questa stagione mi ha stupito, è come le squadre di Gasperini: corre in avanti, sempre a mille all’ora, uomo su uomo e non ha paura di lasciare l’uno contro uno dietro. Ha esterni come Kvernadze e Ghedjemis che creano sempre superiorità, Calò è il faro del gioco e in più ha tanti giovani che, quando c’è entusiasmo come in questo caso, vanno il doppio degli alti. È bello da vedere», spiega Carlini.
Quanto al Catanzaro, «quando le cose andavano male all’inizio mi ricordava una mia stagione a Castellammare in B: la situazione era simile, c’erano tanti giocatori in rosa e all’inizio il mister (Caserta, ndc) cambiava formazione più volte senza trovare la quadra e cose del genere possono anche creare dissapori fra giocatori dello stesso livello. Quindi ci stava fare fatica finché non avrebbe individuato gli equilibri, pensavo che magari poteva aggrapparsi a Iemmello per rilanciarsi non appena individuato il modo giusto, come poi è stato perché la squadra è importante e i giocatori forti ci sono. Anche a noi quell’anno ci sbloccammo tanto tanto da arrivare in zona playoff fino allo stop dei tornei per il Covid, anche se io a gennaio venni proprio a Catanzaro».
Dal passato di nuovo al presente, chi può essere decisivo sabato pomeriggio: «I punti di forza del Frosinone sono gli esterni d’attacco, per il Catanzaro dico sempre Iemmello. Gli allenatori? Stanno dimostrando di essere grandi, Alvini facendo un torneo straordinario con una formazione che davano tutti fra le retrocesse, mentre Aquilani è un giovane con le prospettive davanti a sé. Dove possono arrivare le due squadre? Se il Frosinone tiene gli stessi risultati nelle prossime sette-otto gare ha ottime possibilità di promozione. E se il Catanzaro continua così, magari vincendo allo “Stirpe”, potrebbe anche dire la sua per i primi due posti».


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