Abruzzo

Cardiologia di precisione, alla d’Annunzio test genetico per terapie personalizzate


Nuove frontiere della medicina di precisione all’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, dove è stato attivato un test farmacogenetico per migliorare la cura della cardiomiopatia ipertrofica.

Presso l’Unità di Farmacogenetica del Cast (Center for Advanced Studies and Technology) è ora disponibile l’analisi del gene CYP2C19, coinvolto nel metabolismo di diversi farmaci, tra cui il mavacamten, utilizzato nel trattamento della cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva.

Il servizio nasce in collaborazione con la Asl Lanciano Vasto Chieti e la Asl di Pescara ed è coordinato dalla professoressa Patrizia Ballerini, ordinaria di Farmacologia, insieme al rettore Liborio Stuppia.

«La possibilità di eseguire questa analisi in Abruzzo – spiega Ballerini – rappresenta un passo importante, perché consente ai pazienti di accedere a strumenti avanzati di medicina di precisione direttamente sul territorio».

Il test consente di individuare il profilo metabolico del paziente, permettendo di adattare la terapia in modo più mirato. «In questo modo – aggiunge il professor Fabrizio Ricci, cardiologo universitario – è possibile adeguare il dosaggio del farmaco, migliorando efficacia e sicurezza del trattamento».

L’attività è il risultato della collaborazione tra l’Unità di Farmacogenetica, l’ambulatorio cardiomiopatie della Cardiologia universitaria e il Dipartimento cuore della Asl 02.

Il nuovo test si aggiunge a quelli già attivi per i geni DPYD e UGT1A1, utilizzati in ambito oncologico, confermando il percorso di sviluppo della medicina personalizzata sul territorio.

L’obiettivo è rafforzare un modello di cura sempre più centrato sul paziente, in grado di adattare le terapie alle caratteristiche genetiche individuali.


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