Carceri calabresi, luci e ombre. Castellano: «Si deve fare meglio»
Dallo scorso novembre Lucia Castellano è la provveditrice regionale dell’amministrazione penitenziaria della Calabria. Un’esperienza di lungo corso maturata in giro per l’Italia, la pone nelle condizioni di affrontare al meglio i problemi delle carceri calabresi anche alla luce dell’ultima inchiesta della Dda di Catanzaro. «Quello dell’alta sicurezza è un problema con cui dobbiamo confrontarci – afferma la provveditrice –. Nei prossimi giorni incontrerò il procuratore Curcio per cercare una soluzione e rendere le carceri, soprattutto l’alta sicurezza, davvero impermeabili. Io credo che il lavoro di intelligence che svolgerà la polizia penitenziaria potrà dare una grossa mano d’aiuto per risolvere il problema».
Dopo circa tre mesi, può già cominciare a orientarsi nella realtà calabrese?
«La Calabria è una terra che ancora non conosco a fondo. Posso dire, tuttavia, che c’è stato un impatto “accogliente. Ho avuto l’impressione di una terra non facile, ma ricca di potenzialità. Ho avuto contatti istituzionali e ho percepito che le Istituzioni hanno voglia di fare molto. La mia impressione è che qui ci sia un buon apparato di alleanze: c’è una forte squadra-Stato e questa è un’ottima base di partenza per costruire delle cose insieme. Anche con la Garante regionale per i diritti dei detenuti, avv. Giovanna Russo, c’è stata subito una grande empatia».
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