Carburante, continuano i rincari in Basilicata
Federconsumatori Basilicata denuncia l’aumento incontrollato dei prezzi del carburante in Basilicata. Gasolio sui 2 euro, si muove l’Osservatorio della Prefettura di Potenza
Continua a salire il prezzo del carburante in Basilicata. E, stavolta, il dossier dei rincari è finito direttamente sul tavolo della Prefettura di Potenza, con l’Osservatorio convocato dal prefetto Michele Campanaro per definire, con maggiore chiarezza, se la progressione a ritmi serrati di benzina e gasolio possa essere inquadrata semplicemente in un contesto di inflazione. O, peggio, se alla base vi fosse poca trasparenza rispetto alla situazione attuale dei prezzi al consumo.
CARO CARBURANTE IN BASILICATA, LA DENUNCIA DI FEDERCONSUMATORI
Secondo Federconsumatori, la questione sarebbe da ricondurre al piano speculativo. Un tema sul quale, peraltro, già nei giorni scorsi era stato lanciato l’allarme, in corrispondenza con la comparsa di quota 2 euro su numerosi i distributori lucani. Al momento, secondo l’associazione, tale cifra sarebbe stata raggiunta da oltre il 30% delle pompe in appena 9 ore e, in 24, addirittura dell’84%. In totale, in Basilicata, il 70% dei distributori consente il rifornimento di gasolio a un costo di 2 euro al litro.
«BISOGNA PRENDERE PROVVEDIMENTI PER TUTELARE I CONSUMATORI»
Un costo che, secondo Federconsumatori, non avrebbe ragione di sussistere, anche considerando l’ulteriore carico delle accise: «È giunto il momento di prendere provvedimenti concreti per tutelare i consumatori – ha dichiarato il presidente Michele Catalano –. Chiediamo al governo di intervenire con urgenza per bloccare gli aumenti ingiustificati dei prezzi del gasolio e di adottare misure per ridurre il carico fiscale sui carburanti. È necessario proteggere i cittadini e le imprese della Basilicata da questa speculazione».
CARO CARBURANTE, FEDERCONSUMATORI: IN GIOCO LA STABLITÀ DELLE FAMIGLIE
In gioco, per Federconsumatori, c’è la stabilità economica delle famiglie. Una questione richiamata direttamente anche dal prefetto Campanaro, il quale ha reso nota l’attivazione della Guardia di Finanza per le opportune verifiche sulla trasparenza dei prezzi dei carburanti. In particolare, la Prefettura starebbe cercando di far luce sulla regolarità delle autorizzazioni amministrative e fiscali, oltre che sul rispetto dell’obbligo di esposizione dei prezzi. In sostanza, non sarebbe solo una questione di costo ma anche di aderenza ai listini nazionale e regionali.
ALTA L’ATTENZIONE SUL SETTORE CARBURANTE
«L’attenzione sul settore dei carburanti resta particolarmente alta – ha spiegato Campanaro –. Ai controlli ordinari già in atto si affiancano oggi strumenti ulteriori che consentono di rafforzare il monitoraggio anche sui meccanismi di formazione dei prezzi, a tutela della trasparenza del mercato e del potere d’acquisto delle famiglie». Anche perché, l’analisi dei costi medi dei beni di largo consumo al termine del 2025 ha restituito una situazione di sostanziale stabilità dei prezzi, certificando un’inflazione (pari al +0,6%) in linea con il dato regionale e addirittura inferiore a quella nazionale (+1,1%). Un dato che, tuttavia, va preso con le pinze: spostando l’attenzione dal quadro generale a quello specifico, emerge infatti come i beni alimentari, per dirne una, viaggino sui ritmi di un’inflazione tendenziale del +2,1%, superiore a quella nazionale (+1,7%) e una variazione congiunturale, rispetto al bimestre precedente, del +0,3%.
LE INCONGRUENZE IN TERMINI DI TRASPARENZA
Il fronte carburante, però, è più complesso. Dalle prime analisi dell’Osservatorio dei prezzi, inoltre, sarebbero già emerse incongruenze in termini di trasparenza. Al momento, a Potenza, sono in tutto quattro le violazioni che sarebbero emerse in relazione all’omessa comunicazione dei prezzi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Tutt’altro che un dettaglio considerando che, su questo punto, i venditori sono soggetti a obbligo, in ottemperanza alle norme su chiarezza e trasparenza sui costi del prodotto.
LA BENZINA LUCANA LA PIÙ CARA D’ITALIA
Del resto, già nei giorni scorsi la questione aveva toccato punti critici, con l’indagine dell’Unione Italiana Consumatori che aveva bollato la benzina lucana come la più cara d’Italia, con una media di 1,751 euro al litro. Un “record” suscettibile a oscillazioni, perlopiù al rialzo, visto il rapido raggiungimento di quota 2 per una larga parte dei distributori. Numeri che, a quanto pare, non tornano. E, almeno in questa fase, non giustificabili con il solo ritmo dell’inflazione.
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