“Cara Tin”, la lettera di due genitori ai medici per il loro neonato prematuro

“Cara Tin”. Comincia così, la lettera scritta da Claudio e Giulia e ogni parola risuona di gratitudine e speranza. Un po’ come la foto del loro bambino, Leonardo, con quel cappellino color di zucca e il ciuccio grande stretto tra le labbra. Il bambino quando è nato pesava 2.085 grammi. Troppo poco perché mamma e papà potessero portarlo subito a casa. “Tin” infatti sta per “Terapia intensiva neonatale”, il reparto dell’ospedale Maria Vittoria di Torino dove i due genitori sono approdati il 30 dicembre 2025, alle 14 “e qualche minuto”, come scrivono nella lettera affidata ai social.
“Non era previsto fare la tua conoscenza – spiegano – e onestamente all’inizio eravamo piuttosto spaventati”. Da lì è iniziato il viaggio della famiglia, che fin da subito la coppia ha cercato di affrontare con ottimismo. “Come si fa con un nuovo amico”. Tin, appunto.
Mentre la terapia intensiva si occupava del bambino, facendolo diventare “super Leo”; i genitori affidavano i loro dubbi e le paure ai professionisti dell’ospedale, “gli elfi”. “Sono stati capaci di insegnarci a comprendere tutto quello che ci accadeva intorno e a far sembrare semplice anche cambiare un pannolino dentro un’incubatrice quando, fino a pochi giorni prima, avevamo paura a farlo su un comodo fasciatoio.”
Si commuovono Claudio e Giulia nel ripercorrere i giorni di ricovero del loro bambino, ma vanno avanti. “Tra qualche mese gli racconteremo la favola della buona notte. La storia di Leo, Tin e gli elfi”. Un’avventura piena di colpi di scena e nuovi amici, in cui si potranno ritrovare tanti genitori di figli nati prematuri. “Racconteremo questa storia a Leo perché siamo cresciuti con l’idea di cambiare il mondo, e invece oggi ci rendiamo conto di quanto siamo piccoli in confronto a quello che tu, Tin, riesci a fare 365 giorni l’anno, 24 ore su 24 ore” scrivono i due e ringraziano il reparto per come si prende cura di tutti i “piccoli supereroi” ricoverati.
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