Lazio

Capodanno, follia vandalica a Roma: bruciati 250 cassonetti Ama

Non c’è solo il sangue dei feriti a macchiare l’inizio del 2026. Roma si è svegliata il primo giorno dell’anno con un’altra ferita ben visibile: centinaia di cassonetti ridotti a scheletri di plastica fusa, accartocciati lungo marciapiedi e carreggiate come dopo un incendio urbano diffuso.

Se il bilancio sanitario della notte di Capodanno parla di una vittima e 28 feriti, quello dei servizi urbani è altrettanto pesante.

A fare i conti è Ama, che stima in circa 250 mila euro il costo complessivo necessario per ripristinare la raccolta dei rifiuti nelle zone colpite dagli atti vandalici.

La mappa dei danni: pochi quartieri risparmiati

Il censimento avviato dall’azienda municipale racconta di una città colpita a macchia di leopardo, con oltre 250 contenitori distrutti tra cassonetti stradali, campane per la raccolta del vetro e i nuovi “Cestò”. Poche le aree rimaste indenni.

Le criticità maggiori si sono registrate:

  • Quadrante Nord, in particolare a Monte Cervialto

  • Quadrante Ovest, tra viale Isacco Newton e la Circonvallazione Gianicolense

  • Periferie Est, con danni in via Molfetta, largo Mengaroni, via Scozza e via Tomassini

  • Zona Primavalle–Boccea, soprattutto tra piazza Alfonso Capecelatro e via Ascanio Rivaldi

Strade dove, nelle prime ore del mattino, al posto dei cassonetti restavano solo cumuli anneriti e rifiuti sparsi sull’asfalto.

Un conto salato per la città

Il danno economico non si limita alla sostituzione dei contenitori andati distrutti. I 250 mila euro stimati comprendono un intero ciclo di interventi straordinari:

  • la rimozione dei resti carbonizzati e fusi sull’asfalto

  • la bonifica delle aree interessate, con la pulizia del suolo pubblico dai residui di combustione

  • la sostituzione dei cassonetti per consentire la ripresa regolare del servizio

Un’operazione complessa che impegnerà uomini e mezzi per giorni, mentre in alcune zone la raccolta procede a rilento.

Si salvano i cestini “smart”

Nel quadro desolante, una piccola nota positiva arriva dalla tecnologia. I nuovi cestini smart di Roma Capitale non risultano danneggiati.

Ama li aveva infatti disattivati e messi in sicurezza già nella giornata del 31 dicembre, una misura preventiva pensata proprio per evitare che diventassero bersaglio di petardi o vandalismi.

Resta però l’amarezza per un inizio d’anno segnato non solo dal dolore e dai feriti, ma anche da un conto che ricadrà sull’intera collettività, per colpa di una minoranza che ha trasformato la festa in un’occasione di distruzione.

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