Basilicata

Capodanno 2026, a Cosenza tutti in piazza per Brunori Sas

Il capodanno di Cosenza festeggia un quarto di secolo e il 2026 si apre con Brunori Sas; Tutti in piazza con il cantautore ma non sono mandate anche le proteste


Nella storia, ormai più che ventennale, dei concerti per il capodanno cosentino si inscrive per il 2026 il nome di Dario Brunori e della sua società in accomandita semplice. È proprio il sindaco Franz Caruso a ricordarlo “Quest’anno festeggiamo un quarto di secolo del capodanno a Cosenza, iniziato nel 2000 con Battiato e oggi con Brunori”. La città, o per meglio dire provincia, regione e da fuori regione, rispondono con una numerosa presenza nonostante la notte gelida e fredda. Si tratta del popolo brunoriano che non rimane indifferente a nessuna delle battute e simpatiche provocazioni del loro leader.

Difatti lungo tutta la scaletta dei numerosi successi dell’artista calabrese il pubblico non si esime dal sorridere alle sua parole e apparenti lamentele. “Mi piacciono sempre questi live sobri” esclama infatti Brunori. O come ad esempio bevendo dell’”Acqua Protein” esclama “che brutta fine! Una volta eravamo tutti sbronzi!” .

Allo stesso modo non mancano i momenti commoventi del concerto del primo dell’anno. Dal brano scritto per la figlia, che gli ha valso il terzo posto nell’ultima edizione del Festival della canzone italiana, L’albero delle noci. E come rivela scherzosamente Brunori, “È stata tutta una questione di marketing”. Ma anche la dedica fatta a “Mammarella Sas” a casa con la febbre. E qui esorta il pubblico a prendere gli smartphone per registrare dei video. “Lei pensa che a un certo punto tutti prendano di propria iniziativa il telefono per riprendermi!”

Il pubblico diventa subito una marea di schermi pronti a immortalare “Guardia 82” primo successo targato Sas ormai più di quindici anni fa. E ancora Brunori a incalzare il pubblico “Quasi come se fosse il 31 d’Agosto e non il 31 Dicembre con questo gelo”. Il quale risponde urlando a squarciagola ogni singola parola quasi a evocare temperature estive in una delle notti più fredde della città Bruzia.
Si prosegue con un brano sotto il segno del romanticismo, Per due come noi. Brunori si rivolge a tutti gli innamorati presenti “Se qualcuno volesse fare una richiesta di matrimonio, questo è il momento perfetto! Ora o mai più!”. E chissà che qualcuno non abbia accolto tale invito a fare questo primo passo nel modo più romantico ed eclatante insieme.

Ma accanto a questi attimi di smielata dolcezza si affiancano quelli di critica sempre sottoforma di ironia spiazzante che tanto caratterizzano la scrittura del cantautore calabrese. Il pubblico ascolta sempre continuando a cantare in coro ogni verso dei suoi brani. È un cantare però attento a ogni sfumatura delle sue espressioni, a volte divertito a volte serioso. Si passa infatti dall’apparente leggerezza di Rosa e Lamezia-Milano che fanno emergere le difficoltà lavorative della nostra terra. Ma anche alla critica sociale di La verità, Mambo reazionario e Pomeriggi catastrofici. “Quando su corso Mazzini si poteva passare in auto e parcheggiare in doppia, tripla fila”.

Il tutto viene subito smorzato con Brunori che si prendere un secondo di riposo proprio perché “Mi devo fermare un attimo per insufficienza respiratoria” e il pubblico applaude rilassato. Oppure quando sempre per alleggerire gli animi va cercando una “vrascera” date le temperature della serata. E anche per questa resistenza del pubblico Dario Brunori non si esime dal ringraziare per la presenza del pubblico. “Ti amo Cosenza! Grazie Cosenza!” davanti a una platea che fa sentire ai musicisti la loro vicinanza attraverso applausi e calorose risate.

I cosentini trovano il loro modo per fare sentire la loco voce di protesta durante il live. In modo diretto e mai invadente. Al lato del palco vengono proiettare una serie di frasi che danno un riassunto dell’idea delle tematiche sociopolitiche portate avanti negli ultimi anni dai cittadini cosentini. “Vogliamo i gazawi vivi e il mediterraneo senza morti.” Oppure “Vogliamo la musica ma anche l’acqua dal rubinetto, case piene e politici al lavoro.

No al Ponte sullo Stretto, si ponti per Gaza” senza però dimenticare il contesto del concerto del primo gennaio “Cosenza ha un cuore grande ma Brunori di più”. Sottopalco presenti infatti le numerose associazioni beneficiarie del cachet dell’artista. L’Arca di Noè, La Spiga, San Pancrazio e La Terra di Piero presenti con striscioni e le loro voci. Da annotare anche la presenza di un compaesano di Dario, precisamente di San Fili, che per tutto il concerto ha urlato “Ni Scialamu” tanto da far chiedere a Brunori chi fosse. La sua risposta di San Fili ha fatto subito capire al cantante la sua identità.

La chiusura del concerto è sotto il segno della cosentinità più pura con “Buonanotte, Cosenza”. “Aprite le finestre oh cosentine! Dai Cosenza!” urla al microfono Dario Brunori con la sciarpa rossoblù al collo, e tutti rispondono cantando nonostante le ore passare ormai con una temperatura sotto lo zero.


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