Capocolonna, a Crotone i lavori Pnrr a rischio per un’ordinanza in ritardo di 9 mesi
Non c’è pace per i lavori finanziati dal Pnrr per riqualificare l’area archeologica di Capo Colonna, a Crotone, e demolire i due immobili abusivi appartenenti alla famiglia Grande Aracri di Cutro realizzati sul promontorio. L’intervento, riappaltato già due volte, è finito al centro di un groviglio giudiziario e amministrativo.
Questa volta a pesare sul mancato avvio del cantiere potrebbero esserci i tempi lunghi del Consiglio di Stato. Che, con un ritardo di quasi 9 mesi dovuto ad un problema informatico, solo il 4 marzo scorso ha depositato l’ordinanza con quale ha dato un termine di 15 giorni al consulente del Dipartimento strutture per l’ingegneria e l’architettura dell’Università Federico II di Napoli per esprimersi sulla correttezza dell’assegnazione iniziale delle opere, avvenuta il 28 marzo del 2024, a favore della ditta “Costruzioni Luchetta”.
«A causa di un malfunzionamento del sistema informatico della giustizia amministrativa – scrive il giudice relatore Valerio Perotti nell’ordinanza – il provvedimento – ancorché tempestivamente adottato – ha potuto essere pubblicato» solamente 4 giorni fa. Ecco perché, nell’attesa della pronuncia dei giudici amministrativi d’appello, il 4 novembre 2025 il Comune, recependo la decisione del Tar della Calabria che il 17 luglio 2024 aveva annullato il bando vinto dalla “Costruzioni Luchetta”, ha riassegnato la progettazione esecutiva e l’esecuzione degli interventi alla stessa “Costruzioni Luchetta”.
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