Capi indigeni fermano Lorenzo Barone in Brasile e gli vietano di navigare i fiumi

di Chiara Fabrizi
Lorenzo Barone fermato in Brasile dai capi di nove gruppi indigeni. L’esploratore umbro sta bene, ma gli è stato proibito di navigare i fiumi di quell’area orientale dell’Amazzonia. A raccontarlo lo stesso Barone con un lungo post sui social in cui alla fine spiega: «La fase fluviale del progetto (Dust, ndr) è temporaneamente fallita, e ora vado in bici verso la Bolivia».
In base alla testimonianza che ha diffuso nelle ultime ore, il 28enne di San Gemini, mentre pagaiava sul fiume Rio Jatapu, che fa parte del bacino del Rio delle Amazzoni, è stato «avvicinato da un motoscafo con tre uomini a bordo», che lo hanno «fermato e portato nel villaggio di Soma». Qui, «dopo diverse telefonate, mi hanno detto: “Non si può continuare. Devi tornare indietro».
A poco sono valse le spiegazioni di Lorenzo Barone sul progetto Dust, nell’ambito del quale ha dasolo attraversato l’Atlantico in barca a remi e senza team di supporto. L’esploratore umbro agli indigeni ha spiegato di «voler solo scendere il fiume senza lasciare tracce, senza entrare nelle comunità, dormendo in un’amaca lungo le rive del fiume».
Il 28enne è rimasto in quel villaggio «altri tre giorni» nel tentativo di «ottenere il permesso». Le sue insistenze hanno innescato «un incontro tra i capi di nove comunità diverse» che poi hanno anche «consultato leader superiori e autorità brasiliane» in quello che Lorenzo Barone considera «un altro incubo burocratico».
Alla fine, però, il suo passaggio non è stato autorizzato lungo nessuno dei «fiumi paralleli al Rio Jatapu» e «l’entusiasmo si è trasformato in frustrazione», anche perché la discesa fluviale era sembrata a Barone «l’inizio perfetto di un’esperienza straordinaria: avevo caricato sulla canoa di legno la mia bicicletta, scorte di cibo per 16 giorni e tubi interni del camion a prua e poppa nel caso in cui si fosse riempita d’acqua», mentre «un indigeno mi ha dato una pagaia di riserva e un’altra famiglia ha offerto banane e farina di manioca». Ha pagaiato «in armonia con la natura» fino all’incontro coi tre in motoscafo.
Il messaggio finale alle migliaia di persone che lo stanno seguendo nella più estrema delle sue avventure è in pieno stile Barone: «A volte – dice – la determinazione e l’entusiasmo non bastano, mi sono però ripromesso che l’esperienza negatami qui avverrà altrove e la vivrò al massimo. Un motivo in più per tentare un fiume che studio sulle mappe da anni, secondo me il più remoto e sconosciuto sulla Terra. Non ha nemmeno un nome. Credo che nella vita bisogna sempre cercare di trasformare le delusioni in opportunità e i fallimenti in successi futuri». Ora l’esploratore umbro proseguirà in bici verso la Bolivia.
The post Capi indigeni fermano Lorenzo Barone in Brasile e gli vietano di navigare i fiumi appeared first on Umbria 24.
Source link




