Capannelle, inizia la grande fuga – Il Tempo

Neanche 24 ore dopo l’annuncio dello stop alle corse fino a settembre, all’ippodromo delle Capannelle è scattata la fuga. Box che si svuotano, trasferimenti programmati in fretta, scuderie alla ricerca di piste alternative per non interrompere l’attività agonistica. Parliamo di centinaia di cavalli, decine di operatori, maestranze con tutto un indotto che vive delle grandi giornate. Le corse in programma fino a settembre saranno redistribuite su altri impianti, aprendo interrogativi economici e strutturali. Con le gare concentrate in pochi mesi nell’ippodromo, anche le convenzioni ministeriali verrebbero ridotte proporzionalmente e potrebbero costringere il Comune ad alzare le tariffe o intervenire in termini economici. In entrambi i casi, il modello, per molti operatori appare fragile.

L’effetto domino è visibile agli occhi di molti professionisti che, in queste ore, stanno valutando il trasferimento verso piazze ritenute più stabili come gli ippodromi di Milano, Pisa e Firenze. Una parte dei cavalli, infatti, potrebbe non tornare più, impoverendo progressivamente il centro romano, ma non solo. A pagarne le conseguenze peggiori – secondo molti operatori – anche gli impianti del centro-sud come quello di Napoli e Tagliacozzo. Senza un progetto chiaro, la gestione temporanea affidata dal Comune alla partecipata Zètema rischierebbe di trasformarsi in una lenta uscita dal sistema. Eventi come il Derby Italiano, il Parioli e il Regina Elena non rappresentavano infatti solo un prestigio sportivo, ma anche un decisivo sostegno finanziario con ingressi, sponsor, scommesse, ristorazione e attività commerciali interne.

E in assenza di tali risorse, qualsiasi piano economico-finanziario diventa difficile da attuarsi anche per il solo centro di allenamento, che comporta costi milionari: manutenzione di circa 180 ettari di area verde, gestione piste, impianti idrici ed elettrici, smaltimento reflui, personale tecnico, sicurezza, varchi, tribune e totalizzatori. Intanto il ministero dell’Agricoltura annuncia la rimodulazione del calendario di Roma su altri ippodromi fino a settembre, «privilegiando il bacino territoriale per limitare i disagi agli operatori romani», dopo una riunione urgente fissata per domani con le associazioni del settore. Fratelli d’Italia, invece, ha annunciato una commissione capitolina Trasparenza per «fare piena luce su come è stata condotta l’intera operazione. Un danno per l’ippica romana, per i lavoratori del settore e per l’immagine della Capitale – commentano i consiglieri Rocca, Quarzo ed Erbaggi – per il quale qualcuno dovrà assumersi le proprie responsabilità».
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