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Cannes boccia il cinema italiano: nessun nostro film sulla Croisette


Cinema, al Festival di Cannes Farhadi e Almodovar: nessun italiano

I venerabili maestri

Non potevano mancare i venerabili maestri: il fresco Leon d’oro Pedro Almodóvar con Natale amaro, Asghar Farhadi con Racconti paralleli, nel cui cast sono stati preannunciati Isabelle Huppert, Vincent Cassel e Catherine Deneuve. Kore-Eda Hirokazu con Sheep in the box. In verità, il risultato con Kore-Eda non puoi mai sapere, va ad annate, non cosi il connazionale Hamaguchi, che, invece, le indovina quasi sempre. Quest’anno a Cannes porta All of Sudden. Dall’estremo Oriente arriva anche Hope di Na Hong-jin e Nagi Notes di Fukada Koji. Attenzione, che quest’anno come presidente di giuria c’è il sorridente, ma assai determinato, Park Chan-Wook. Potrebbe voler premiare la corrente asiatica.

La carica dall’Est

Poi inizia la carica dall’Est: difficile che porti brutti film. Il premio Oscar polacco Paweł Pawlikowski con La terra dei padri, l’ungherese László Nemes, che aveva deluso l’anmo scorso a Venezia con Orphan non potrà bucare due volte di fila: vedremo come è Moulin. Il rumeno che non ne sbaglia una, Cristian Mungiu, arriva con Fjord, con Renate Reinsve e Sebastian Stan, mentre il durissimo Andrey Zvyagintsev – già conosciuto per i terribili rapporti genitori-figli Loveless, Il ritorno, Il leviatano – porta Minotaur.

La Latino America e Spagna

In pista anche la grande Latino America che negli ultimi dieci anni sta producendo un cinema libero, sperimentale e fantasioso, rosicchiando le caviglie di Hollywood: La Bola Negra di Javier Calvo e Javier Ambrossi avrà come protagonisti Penélope Cruz e Glenn Close. Poi arriva lo spagnolo The Beloved di Rodrigo Sorogoyen, che avevagià intirizzito il pubblico con As Bestas.

Le scommesse

Bravissimo Thierry Fremaux a mettere in concorso Lukas Dhont con Coward, autore di uno dei film più belli sull’infanzia degli ultimi anni, Close. Scelta notevole anche Marie Kreutzer (arriva con Gentle Monster con Léa Seydoux e Catherine Deneuve), che aveva finalmente liberato dalla naftalina caramellosa Sissi con Il Corsetto dell’imperatrice. Infine, la tedesca Valeska Grisebach con The Dreamed Adventure.

Minime consolazioni

Dobbiamo consolarci con la presenza della Bellucci in Histoires de la Nuit? Oppure col fatto che Isabella Ferrari, Maurizio Lombardi, Ornella Muti, Franco Nero e Tea Falco recitino nel film co-prodotto tra Italia e Francia, Roma elastica di Bertrand Mandico, tra l’altro tra i film di Mezzanotte? Lo zampino della produzione italiana c’è anche in Fatherland di Pawlikoswki, in quello di Harari, in Congo Boy di Rafiki Fariala in Un certain regardì. Poi Rai Cinema curerà la distribuzione in Italia di La troisième nuit di Daniel Auteuil.


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