Marche

Cani sbranati dai lupi in città ad Ancona. «Dovete tenerli al guinzaglio e non lasciate rifiuti in giro»

ANCONA – Continuano gli avvistamenti di lupi in città e dopo il caso del cagnolino rapito in via Manzoni (ma altri casi si sono verificati nello Jesino), il Comune non intende abbassare la guardia.

«Da parte nostra c’è massima attenzione, il fenomeno è stato abbondantemente preso in mano» assicura il vicesindaco e assessore alla Sicurezza urbana Giovanni Zinni. Anche l’amministrazione ha preso parte al tavolo convocato in Prefettura nelle scorse settimane, con il padrone di casa, il prefetto Valiante, che ha preso di petto la questione. Per ora, il compito assegnato a Palazzo del Popolo è quello di informare la cittadinanza. Per azioni più drastiche, invece, c’è ancora tempo. «La Prefettura ci ha detto di aspettare, di monitorare la situazione» spiega Zinni.

La circospezione

Non parla di allarme ma invoca la cautela Marco Zannini, direttore del Parco del Conero. «Se dobbiamo essere preoccupati? “Preoccupazione” è un termine che va declinato.

Bisogna essere accorti, stare attenti soprattutto se si hanno animali domestici» dice. Al momento, infatti, il pericolo più grande è vissuto dagli amici pelosi, che possono diventare preda dei canidi selvatici.

«Stiamo cercando di far capire alla cittadinanza che bisogna innanzitutto evitare di lasciare i propri animali d’affezione senza guinzaglio nei parchi o nelle aree verdi, cercando di non portarli in passeggiata in luoghi appartati» è la prima regola che fissa il vicesindaco Zinni. Anche se, a volte, nemmeno questo basta: nel caso del chihuahua predato in via Manzoni, vicino all’Inrca, l’animale è stato portato via da un cortiletto condominiale sotto gli occhi della padrona.

«Bisogna far capire ai lupi che non sono ben accetti nelle aree urbane» aggiunge poi Zannini del Parco del Conero. Come? «Evitando di lasciare rifiuti e resti di cibo fuori dai cassonetti o nei cortili, così da non polarizzare l’attenzione dell’animale verso l’area urbana» suggerisce Zinni. Spesso, infatti, gli esemplari che vediamo in città sono giovani che vengono scacciati dalle proprie famiglie perché i lupi sono animali territoriali e il maschio alpha, ad un certo punto, mal sopporta anche i suoi cuccioli. Che sono quindi costretti a cercarsi un loro territorio, e se vedono che in città è facile procurarsi cibo, ci si stabiliscono. Quindi meglio evitare di invitarli a nozze.

L’allontanamento

E nel caso siano loro ad avvicinarsi all’abitato, «chi li incontra gli faccia capire che devono andare via» aggiunge il direttore del Parco del Conero. Come? «Facendo rumore, muovendo le braccia». Perché «finora tutte le casistiche dicono che, quando scacciati, i lupi non cercano lo scontro».

Ma mai dire mai. Uno dei rischi più grandi è che questi animali si abituino anche all’uomo, smettendolo di vedere come predatore e iniziandolo a vedere come preda. Di qui, l’altro accorgimento suggerito dal vicesindaco di Ancona: «Fate attenzione a non avvicinarvi se avvistate un lupo, anche per fare qualche scatto. Generalmente non attaccano l’uomo ma sono pur sempre animali selvatici e possono avere reazioni incontrollate». Parlare di abbattimenti, comunque, è ancora prematuro. Anche perché «non è così facile poterlo fare» ricorda Zinni. Il lupo è infatti specie protetta. Per andare oltre la fase informativa «dobbiamo attendere una valutazione dell’intensità del fenomeno da parte di polizia provinciale e carabinieri forestali».

In ogni caso, «il monitoraggio è importante» sottolinea Zannini del Parco del Conero. Nell’area protetta sono presenti già delle fototrappole ma il direttore ritiene che «sarebbe utile farlo anche fuori dal Parco, organizzandosi in tal senso per capire meglio le dinamiche».




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »