Marche

candidati sostituiti, in 15 sott’accusa. Inviavano sostituti con documenti e certificati fake

ANCONA Maxi raggiro per sostenere l’esame della patente: in 15 sono sotto accusa. Si tratta di cittadini africani che tra il 2019 e il 2021 avrebbero imbastito o usufruito di un sistema illecito per ottenere il documento di guida. Come? Soprattutto inviando sostituiti al posto dei candidati. Un sistema, stando alla ricostruzione della procura, avallato da falsi documenti d’identità e certificati medici che avevano indotto in errore i funzionari della Motorizzazione civile.

La truffa

Il bluff, scoperchiato ad Ancona grazie agli agenti della Polstrada e dai dipendenti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, avrebbe coinvolto anche altre città, come Macerata, Ascoli, Modena, Trento, Reggio Emilia, Cremona, Parma, Bologna e Aosta.

I candidati (quelli veri) avrebbero pagato fino a 1.500 euro agli organizzatori della truffa per portare a casa l’esame. Non solo teorico, ma alcune volte anche pratico.

Così almeno sostiene la pubblica accusa. Nei giorni scorsi si è aperta l’udienza preliminare davanti al gup Alberto Pallucchini. In 15 sono sotto accusa, otto devono rispondere anche del reato associativo. Per la procura dorica, sarebbero infatti stati loro a coordinare la maxi truffa, preoccupandosi di contraffare documenti e sostituendosi ai candidati. Tra le altre accuse contestate a vario titolo, compaiono il falso (ideologico e materiale) e la sostituzione di persona.

Il boss

Sarebbe stato un ghanese di 40 anni a rivestire il ruolo di collettore e gestore delle somme di denaro. L’imputato, però, sarebbe attualmente irreperibile insieme a un 30enne nigeriano. In udienza, un difensore ha chiesto al giudice di esprimersi sulla competenza territoriale, avendo l’indagine riguardato più procure. Il gup ha rinviato il procedimento per sciogliere la riserva. Gli episodi più remoti riguardano il capoluogo dorico. Proprio dalla nostra Motorizzazione erano partiti i primi accertamenti che avevano poi scoperchiato il vaso di Pandora delle patenti prese con l’inganno. In almeno due casi, avvenuti nella città dorica nel corso del 2021, i documenti falsi sarebbero serviti a ottenere il foglio rosa.

Al di là della competenza territoriale, qualcuno avrebbe già preannunciato di procedere con riti alternativi, in particolare con la pena concordata Tra i difensori ci sono gli avvocati Emanuela Bruno, Alessandro Calogiuri, Umberto Bianchelli e Gianluca Scalera.




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