Canale Emiliano Romagnolo, al via la stagione irrigua 2026 – Forlì24ore.it

Dal Po alla Romagna: acqua per 336 mila ettari tra agricoltura, industria, uso civile e ambiente
È partita ufficialmente la stagione irrigua 2026 del Canale Emiliano Romagnolo, con l’avvio del pompaggio dal fiume Po all’impianto Palantone di Bondeno, in provincia di Ferrara. Da qui prende il via la distribuzione della risorsa idrica lungo l’asta dell’infrastruttura, a beneficio di un comprensorio tra i più produttivi a livello agricolo e industriale.
A darne notizia è il Consorzio CER, che attraverso l’attivazione progressiva degli impianti garantirà l’approvvigionamento d’acqua su un bacino complessivo di 336 mila ettari. In particolare, il sostegno riguarda 227 mila ettari di agricoltura di pregio nel territorio romagnolo, di cui 175 mila attualmente irrigabili.
“Partiamo ufficialmente con la stagione irrigua 2026 a sostegno dell’agricoltura di pregio del comprensorio romagnolo – sottolinea il presidente Nicola Dalmonte – ma anche dell’industria, con il rifornimento idrico al Petrolchimico di Ravenna, oltre che dell’uso civile e ambientale, servendo centinaia di ettari di aree umide come le oasi di Punte Alberete e Valle Mandriole”.
All’impianto Palantone, dotato di quattro pompe, ne sono già attive tre, ciascuna con una portata di 5 metri cubi al secondo. Le pompe operano in parallelo e in modalità automatica, regolando il flusso in base alla domanda.
“Dopo Palantone – spiega la direttrice generale Raffaella Zucaro – procederemo con l’accensione degli impianti di Sant’Agostino, Crevenzosa, Pieve di Cento e Savio, distribuendo l’acqua dal Po fino al rio Pircio, a 150 chilometri di distanza dal Grande Fiume”.
A beneficiare della distribuzione saranno i Consorzi di Bonifica aderenti ad ANBI Emilia-Romagna: Burana, Pianura di Ferrara, Renana, Romagna Occidentale e Romagna. Servizi garantiti anche a Ravenna Servizi Industriali, per il rifornimento al polo petrolchimico, e alla multiutility Romagna Acque, oltre che alle aree umide ravennati, che potranno così preservare habitat, biodiversità e valore ecologico.
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