Campofilone, colpo di scena in Consiglio: il sindaco Feliziani sfiduciato da 5 consiglieri di maggioranza. Si va verso il commissariamento
CAMPOFILONE – Cinque consiglieri di maggioranza hanno fatto recapitare in Amministrazione un documento in cui manifestavano la sfiducia al primo cittadino Giovanni Feliziani. Se quell’atto, con una sesta firma, verrà protocollato in Comune, ultimo passaggio in assise per validare la sussistenza della maggioranza, che a quel punto mancherebbe. E scatterebbe il commissariamento. Il primo cittadino: «Le mie parole d’ordine sono legalità e procedure. Venuta meno condivisione sulla progettualità. Andrò dal prefetto e gli consegnerò le chiavi del Comune»
di redazione CF
Consiglio comunale con coup de théâtre finale quello andato in scena questa mattina a Campofilone. Al termine dell’assise per l’assestamento di bilancio, infatti, è stata letta una nota sulla volontà di cinque consiglieri di maggioranza (nel Comune della Valdaso ne sono sette in totale, più i tre della minoranza) di sfiduciare il primo cittadino Giovanni Feliziani.
Una doccia fredda per il primo cittadino che, però, non indietreggia di un millimetro sulle sue convinzioni e, prima ancora, sul suo modo di interpretare e amministrare. A lui i cinque consiglieri contesterebbero un modus operandi troppo autocratico. Ma freniamo un attimo: al momento non si può ancora parlare di una formale sfiducia, che proceduralmente va protocollata in Comune. E se questo avverrà, lo si potrà vedere solo lunedì mattina, alla riapertura del Comune. Ma è anche vero che se quell’atto è stato letto proprio in Assise, è quantomeno verosimile, a meno di cambi di rotta o ripensamenti nel week end, che si tramuterà in un protocollo fra meno di 36 ore. E se dovesse arrivare una sesta firma, anche in questo caso una “aggiunta” molto probabile, il Consiglio si scioglierebbe e l’amministrazione decadrebbe. «Sì, vero. Ma il messaggio di una sopravvenuta mancanza di condivisione sulle progettualità è arrivato. Anche se non dovesse arrivare la sesta firma, avrei comunque tratto le mie conclusioni. Non sto certo a cincischiare» rimarca, con tono categorico, il primo cittadino.
«Iniziamo subito col dire che io, per Campofilone, non mi sono mai risparmiato. Anzi ci ho rimesso anche in salute – le parole di un Feliziani che non mostra il fianco ai suoi “oppositori”, e questa volta non si parla di minoranza – le mie parole d’ordine sono “legalità” e “procedure”. Se la sfiducia dovesse essere formalizzata e io dovessi effettivamente decadere, non so se mi ricandiderò. Di sicuro mi prenderò un periodo per leggere, per parlare ancora con le persone. E visto che conosco la macchina amministrativa regionale, sarei a disposizione di chi vorrà ascoltarmi».
E cosa avrebbe spinto quei cinque consiglieri alla sfiducia, Feliziani lo immagina bene: «Viene detto che io sia una sorta di dittatore. Mi sono sempre sforzato di spiegare cosa sia formale e cosa no, come funzionano le procedure amministrative, come funziona la legge. E poi io sono uno che, davanti a una buca, preferisce fare un progetto per sistemare la strada piuttosto che tappare quella buca» quasi a voler dire che predilige la progettualità rispetto all’estemporaneità, seppur spesso più rapida nella risoluzione del problema ma magari meno strutturata.
Al momento la sfiducia è, diciamo così, verbale. Ma qualcosa si è evidentemente incrinato, per usare un eufemismo, tra il primo cittadino e il grosso della sua maggioranza. Le prossime ore, fino alla riapertura del Protocollo, saranno decisive. Conto alla rovescia iniziato. Una manciata di ore per tentare di far rientrare la crisi? O le distanze si amplieranno ulteriormente? Si vedrà, non resta molto da attendere. Ma Feliziani non sembra minimamente intenzionato ad “andare a Canossa”: «Sono un uomo delle istituzioni e per le istituzioni. Non sono da manovre, manovrine o inciuci. Vi sembro uno che va a chiedere pietà? Se verrò sfiduciato verrà convocato un nuovo consiglio comunale per la validazione della sussistenza della maggioranza. E se non ci sarà effettivamente più, mi recherò, non nego, con sconcerto, dal prefetto e gli consegnerò le chiavi del Comune». Dunque commissariamento.
«Esattamente. Avevamo molte questioni aperte: dal centro diurno per disabili all’antenna 5 G, dalla messa a norma delle mura storiche agli interventi per il dissesto idrogeologico. Auguro al commissario di gestire al meglio tutti questi argomenti. Poi, come giusto che sia, sarà il popolo ad esprimersi». Feliziani è stato eletto sindaco nel giugno dello scorso anno «con circa il 73% dei votanti, circa 750 voti. Non so se mi ricandiderò ma se lo farò, chissà, magari avrò modo di guadagnarmi la fiducia anche di altri» la conclusione del primo cittadino, che lascia spazio ad ipotesi ed interpretazioni sul suo futuro amministrativo.
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